Inchiesta su accoglienza, confermate le accuse per il prefetto Malfi a Vercelli

Novità per la vicenda che vede coinvolto il prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, al centro di un’inchiesta per abuso d’ufficio quando era prefetto di Vercelli per la gestione dei migranti negli anni 2015-2016.

Il tribunale del Riesame di Torino ha accolto parzialmente l’appello della Procura di Vercelli ed ha disposto nuovamente la sospensione per 6 mesi dall’incarico di prefetto per Salvatore Malfi. Per Malfi e per il titolare di una cooperativa vercellese nel settore della gestione dei migranti, sono stati riconosciuti i reati di turbativa d’asta e falso ideologico per il bando sul servizio di accoglienza dei richiedenti asilo in provincia di Vercelli nel 2015 e 2016.

Sotto accusa è finito anche un alto funzionario della prefettura di Vercelli per frode nelle pubbliche forniture e altre due funzionarie: la prima avrebbe avvisato preventivamente il titolare della cooperativa sugli imminenti controlli da parte del Commissariato per i rifugiati dell’Onu; la seconda è accusata invece di rivelazione di segreti relativi ad un procedimento penale. Secondo l’accusa il prefetto Malfi avrebbe riservato “trattamenti privilegiati” ad una cooperativa nell’affidamento dei servizi di accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio vercellese.

Il prefetto, in particolare, avrebbe reperito strutture idonee ad accogliere i rifugiati e le avrebbe affidate alla stessa cooperativa che, a sua volta, avrebbe dichiarato falsamente in sede di gara pubblica di aver reperito le strutture in modo autonomo.

Sia il prefetto Malfi che il titolare della cooperativa coinvolta nella vicenda avrebbero inoltre dichiarato capienze delle strutture superiori rispetto a quelle reali. Per Malfi è stato anche confermato l’accusa di maltrattamenti ed estorsione a danno della sua colf quando, nel 2014, era prefetto di Vercelli: la donna di servizio, sotto la minaccia del licenziamento, sarebbe stata costretta ad accettare uno stipendio inferiore.

Confermato, infine, il reato di abuso d’ufficio: Malfi – sempre secondo l’accusa – avrebbe costretto le sue collaboratrici ad occuparsi di mansioni extra lavorative.

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