Inaugurazione Anno Giudiziario a Salerno. Primicerio “c’è rischio disumanizzazione”

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“La giurisdizione è grande ma credo che sia in crisi e che stia perdendo la sua originaria identità”. Lo ha detto oggi il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Salerno, Leonida Primicerio, durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Per Primicerio si sta assistendo ad una deriva burocratica della giustizia e ad un vero fenomeno di disumanizzazione. “Occorre resistere. Occorre che la giurisdizione ponga al centro delle proprie riflessioni la centralità del processo e di una decisione che deve essere giusta. La risposta che si rende al cittadino è l’obiettivo primario di questo servizio” così il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Salerno. Per Primicerio “il pericolo è che si stia affermando una cultura burocratica in cui l’uomo è un fascicolo. Primicerio, inoltre, ha spiegato che “i giudici molto spesso non vengono valutati per le indagini che fanno e per le sentenze che scrivono ma solo incarichi, vuoto protagonismo, visibilità ricercata, falso presenzialismo, carrierismo sfrenato”

La presidente della Corte di Appello di Salerno, Iside Russo, durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario ha fatto anche una riflessione “sul ruolo della giurisdizione” legato al “fenomeno dei migranti”. Tema che ha toccato in modo diretto Salerno e il suo porto che negli scorsi anni ha ospitato diversi sbarchi, tra cui quello del 5 novembre 2017, ricordato dalla presidente Russo per la morte di 26 giovani donne. La presidente della Corte di Appello di Salerno ha evidenziato anche “che l’interpretazione delle norme deve essere costituzionalmente e convenzionalmente orientata, nonché rispettosa dei principi delle carte internazionali”.

Ha parlato invece della Cittadella Giudiziaria di Salerno il presidente dell’Anm di Salerno, Pietro Indinnimeo che ha chiesto “pazienza e senso di responsabilità, partendo dal presupposto che avremo tutti una Cittadella giudiziaria mentre altri colleghi sono oggi costretti a fare udienza in situazioni di edilizia giudiziaria davvero precaria”. L’avvocato Michele Sarno, presidente della Camera penale ha, quindi, chiarito che “lo sciopero lo abbiamo fatto per tutti quei magistrati, cancellieri, personale di polizia giudiziaria che erano costretti, in alcune occasioni, a lavorare in situazioni indegne”.

 

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