In arrivo 5 milioni di test rapidi da eseguire presso i medici di famiglia 

Skill Alexa di Radio Alfa per dispositivi Amazon Echo
Radio ALFA, LIVE • LOCAL • SOCIAL

Sono in arrivo 5 milioni di test rapidi antigenici per la diagnosi di positività al Covid-19 da poter effettuare negli studi dei medici di famiglia, dove il cittadino potrà fare l’esame ed avere il risultato entro un’ora.

Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dando seguito al progetto promosso dalla Federazione dei medici di medicina generale Fimmg e che partirà a breve nel Lazio. Un’iniziativa che potrà essere estesa anche alle altre Regioni, ma che deve comunque fare in conti con una situazione di “confusione normativa” alla quale proprio i medici di famiglia chiedono ora di mettere mano.

 

Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, sta concludendo la gara per 5 mln di test rapidi che saranno messi a disposizione dei medici di famiglia.

L’obiettivo, spiega il segretario Fimmg Silvestro Scotti, è dunque decongestionare i drive-in delle Asl dove vengono effettuati attualmente i tamponi, riuscire a differenziare le patologie nelle fasi iniziali e riuscire a isolare prima possibile i pazienti Covid. Ma il progetto ‘test rapidi’ si scontra tuttavia con una realtà normativa che nel Paese è a macchia di leopardo e che, invece di velocizzare, rischia ancora una volta di allungare i tempi delle diagnosi. Ad oggi, emerge da un sondaggio Fimmg, solo il 50% dei medici può prescrivere direttamente il tampone molecolare tradizionale.

Esistono infatti “norme diverse a livello di Regioni, province o addirittura di singole Asl che determinano una situazione di estrema confusione. Un aspetto da non sottovalutare poi è che se il test rapido risulta positivo è necessario effettuare il tampone molecolare per la conferma, ma se il medico non può prescriverlo direttamente i tempi si allungano. La condizione per velocizzare il processo è che i medici possano prescrivere i tamponi direttamente in tutta Italia avendo certezza dei tempi di esecuzione. Altrimenti, l’operazione test rapidi negli studi, avvertono i medici di medicina generale, “rischia di trasformarsi in un ‘parcheggio’, con il cittadino positivo che però deve attendere chissà quanto per il tampone”.

Altro strumento fondamentale per il controllo dei contagi sono poi le Usca (Unità speciali di continuità assistenziali), ma anche in questo caso il medico spesso non può richiederne direttamente l’attivazione. Se nel 98% delle province sono state infatti attivate Usca con i compiti di visita domiciliare per il paziente Covid o sospetto Covid, il medico di famiglia può richiederne l’intervento contattandole direttamente solo nel 42% dei casi. In alternativa, deve inviare una richiesta al Dipartimento Prevenzione o attraverso un medico coordinatore.

 

 

Sei su Telegram? Per ricevere le notizie in tempo reale è possibile unirsi gratis al canale Telegram di Radio Alfa.
Se trovi interessante questo articolo, condividilo sui tuoi social e segui Radio Alfa anche su FacebookTwitter e Instagram.
Non esitare a lasciare un tuo commento ai nostri articoli.

Vipnet, la soluzione per internet e voip senza linea fissa

Lascia un Commento

Contattaci whatsapp