Il ritorno alla vita per l’Ambasciatore M.L. Giffoni nel Paese dei burocrati

Editoriale di Lorenzo Peluso

Due lunghi e dolorosi anni. Anzi due anni e mezzo. Ora siamo forse alla fine di un’Odissea. Un calvario che forse è giunto a conclusione.

Il TAR Lazio ha emesso e pubblicato la sentenza che accoglie il ricorso e annulla il provvedimento di destituzione e tutti gli atti del procedimento contro l’Ambasciatore Michael Louis Giffoni. 

Una sentenza storica. Il TAR non solo ha riconosciuto le ragioni del diplomatico italiano ma ha anche condannato il Ministero degli Esteri  alla reintegrazione di Giffoni che dovrà conservare l'anzianità maturata ed ora a titolo di primo risarcimento dovrà ricevere anche la corresponsione degli emolumenti non percepiti. L’Ambasciatore Giffoni, suo malgrado, fu coinvolto nello scandalo dei visti falsi all’ambasciata di Pristina in Kosovo, con il coinvolgimento di alcuni funzionari dell’Ambasciata italiana che lì operavano, in primo luogo un impiegato a contratto locale. Era poi emerso che tra chi aveva ottenuto visti vi erano anche tre terroristi jihadisti, pericolosi islamisti di origine kosovara, entrati in Italia facendo poi perdere le tracce, tranne per uno fattosi saltare in aria in un attentato in Iraq. L’inchiesta nasce su impulso della Polizia europea "Eulex" ed anche la Procura della Repubblica di Roma che aveva aperto un fascicolo che vedeva coinvolti i contrattisti dipendenti dell'ambasciata. Era finito nella vicenda anche l’ex ambasciatore italiano a Pristina, Michael Giffoni, che intanto dall’ottobre 2013 era rientrato a Roma per regolare avvicendamento dopo 5 anni e mezzo di servizio in Kosovo coronato da successi su tutti i fronti, nominato Capo della delicata Unità per il Mediterraneo e Nord Africa e impegnato principalmente sul difficile fronte libico. Sia Eulex, l’organo inquirente internazionale, sia la procura kosovara che  quella di Roma avevano comunque precisato che Giffoni non era ne indagato ne poteva essere considerato responsabile di ciò che era accaduto.

In sostanza Giffoni, viceversa, era inconsapevolmente vittima di un raggiro da parte di impiegati infedeli e collusi con la malavita locale.

Ma la burocrazia in Italia, questo è noto, percorre le proprie strade incurante di effetti e conseguenze. Il Ministero degli esteri infatti decise comunque di sospendere dalle attività il diplomatico originario di Teggiano. Poi addirittura la decisione incomprensibile, anche per il TAR Lazio a questo punto, di destituzione a luglio del 2014.

Ora la decisione definitiva del TAR di annullare il provvedimento di destituzione e tutti gli atti del procedimento contro l’Ambasciatore Michael Luiss Giffoni. Nel frattempo, lunghi e dolorosi due anni e mezzo, Giffoni ha perso la serenità e la salute.  Una  lunga odissea kafkiana che lo ha fatto vacillare al punto di perdere la speranza che la verità potesse realmente vincere questa battaglia contro la burocrazia e l’ingiustizia. Ora mi chiedo come e chi potrà risarcire davvero quest’uomo e la sua famiglia?
 

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