Il ministero per i beni e le attivita’ culturali ha rinunciato ad acquistare Villa Salati a Paestum

Il ministero per i beni e le attività culturali ha rinunciato ad acquistare Villa Salati a Paestum.

Una vicenda complessa sotto il profilo giuridico. Innanzitutto spiegano dalla Soprintendenza Archeologia della Campania il fatto che sia stato stipulato un atto di compravendita tra i proprietari e la Società acquirente per un importo di 4 mln e 150mila Euro non consente alcun margine di trattativa sul corrispettivo fissato che, viceversa, si ritiene eccessivamente elevato.

Una ulteriore criticità, aggiungono dalla soprintendenza, è rappresentata dalla constatazione che, qualora venisse esercitata la prelazione, non si acquisirebbe al patrimonio statale l’intero complesso. Infatti dall’atto notarile di compravendita è esclusa parte dei terreni, che ricadrebbe comunque nella disponibilità esclusiva dell’acquirente privato con l’impossibilità di destinare il bene ad un unico utilizzo.

Per questi elementi dunque il MiBACT ha ritenuto che esercitare il diritto di prelazione per l’acquisizione della Villa Salati di Paestum non fosse di interesse pubblico dello Stato.

Dalla Soprintendenza, però, ricordano che la proprietà è sottoposta a regime di vincolo archeologico e architettonico e che il complesso di Villa Salati deve essere preservato nelle sue forme attuali e destinato ad usi compatibili con la valenza storica, archeologica e monumentale del bene.

Lascia un Commento