Il flop del liceo Made in Italy. Riflessioni con Gabriele Bojano

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Con il nostro editorialista, Gabriele Bojano, oggi una riflessione sul flop dei licei Made in Italy.

Il liceo Made in Italy rischia per il Governo di essere un vero e proprio boomerang. Con 375 iscritti in tutta Italia, in pratica lo 0,08% sul totale degli studenti alle scuole superiori, a due mesi dall’avvio dell’anno scolastico, i dirigenti si ritrovano con il problema della formazione delle classi. Rischiano di avere aule semideserte. Le sezioni della scuola secondaria superiore sono costituite con un numero minimo, infatti, stabilito dallo stesso ministero in epoca “gelminiana”, di 27 studenti ma per questo corso sembra impossibile mantenere questo requisito. Per trovare una soluzione, a maggio scorso, si era parlato di una deroga del ministero che, per far partire il nuovo indirizzo, avrebbe concesso la formazione di sezione da diciassette ma poi, non se ne fece nulla.

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A fine giugno a sollevare la questione ci ha pensato la deputata della Lega, Giorgia Latini, che ha presentato un emendamento sfruttando una norma già esistente. Il partito di Matteo Salvini ha puntato gli occhi sul cosiddetto “Decreto Caivano” che permette di derogare al numero minimo di alunni per classe in certe aree geografiche e situazioni particolari. L’idea di Latini è stata quella di estendere la Legge anche per i nuovi licei Made in Italy. In Campania, sono 17 le scuole che con l’attivazione del nuovo indirizzo amplieranno la propria offerta formativa, 7 a Caserta e provincia, 5 a Napoli, 2 nel beneventano, una ad Avellino e due nel salernitano, o meglio il Liceo “Regina Margherita” di Salerno e il “Pomponio Leto” di Teggiano.

Il liceo del Made in Italy è un nuovo indirizzo di scuola secondaria di secondo grado. Prenderà il posto dell’opzione economico – sociale del Liceo delle scienze umane. Ha lo scopo di promuovere, nell’ottica dell’allineamento tra domanda e offerta di lavoro, le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al settore Made in Italy. A prevederlo, a partire dall’anno scolastico 2024 2025, è il DDL Made in Italy che il Governo Meloni ha approvato in Consiglio dei Ministri il 31 maggio 2023. Insomma, evidentemenet i giovani non credono in questo percorso formativo per realizzare il loro futuro. O magari vi sono altre motivazioni alal base di questa bocciatura da parte degli studenti. Ne abbiamo parlato con Gabriele Bojano
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Bojano su scuola
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.

 
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