Le scuole primarie della provincia di Salerno, un tempo considerate tra le più fragili del Mezzogiorno, raggiungono livelli di competenza paragonabili a quelli delle regioni settentrionali, registrando una crescita più rapida e significativa.
In Italiano gli alunni di quinta migliorano del +2,4% rispetto al 2024, mentre in Matematica il balzo del +3,1% supera quello di Padova (+2,2%), Bergamo (+2,0%) e Torino (+1,5%), con Milano ferma su valori stabili. È un segnale virtuoso: la scuola primaria salernitana non solo colma il divario, ma diventa motore di innovazione e riscatto educativo per l’intero Sud. È quanto emerge da un’analisi dei recenti dati Invalsi in ambito nazionale.
Questo risultato è il frutto di una strategia ministeriale precisa, che ha scelto di investire proprio dove le fragilità erano più profonde. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato impulso a un’azione sistemica attraverso l’Agenda Sud, destinando risorse straordinarie al potenziamento dei saperi di base e al miglioramento degli ambienti di apprendimento. L’incremento del tempo scuola, l’attivazione di laboratori digitali e la formazione mirata dei docenti hanno costruito le condizioni di una crescita autentica, misurabile e stabile.
Questa mattina, abbiamo commentato questi risutlati con l’autore dell’articolo sul Mattino di Salerno, Gianluca Sollazzo.
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