Goletta Verde, nel Salernitano 11 su 13 punti monitorati sono “fortemente inquinati”

È una fotografia a tinte fosche quella scattata da Goletta Verde, la storica campagna  di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle acque lungo le coste campane che continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su 31 punti monitorati ben 20 hanno presentato cariche batteriche elevate.  

La presentazione dei risultati questa mattina a Salerno. Il monitoraggio di Goletta Verde è stato eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 25 e il 29 giugno scorsi.

Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. La non conformità per gli impianti di depurazione raggiunge punte del 66% nel Salernitano.  Tra i fattori inquinanti c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti.

Nel Salernitano, su tredici punti campionati, ben 11 ricevono un giudizio di “fortemente inquinato”. Tra questi spiccano, da nove anni, la foce del torrente Asa a Pontecagnano e la foce del fiume Irno a Salerno. Ci sono poi la foce del torrente Dragone ad Atrani; del fiume Tusciano a Battipaglia; del canale di scarico a Marina di Eboli; del fiume Picentino, tra Salerno e Pontecagnano; del fiume Bussento a Policastro Bussentino; la foce del rio presso via Poseidonia in località Laura e la foce Capo di Fiume a Torre di Paestum, entrambi nel comune di Capaccio. Tra Capaccio e Agropoli, stesso giudizio per il campionamento alla foce del fiume Solofrone. E ancora alla foce del rio Arena tra Castellabate e Montecorice.

Non va meglio, infine, sul fronte dell’informazione ai cittadini. La cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente.

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