Fondi europei spesi diversamente dalla destinazione, prosciolti i pescatori di Cetara

Erano stati accusati di malversazione ai danni dello stato, 45 pescatori di Cetara.

Il giudice Zambrano, come scrive Il Vescovado, però ha prosciolto tutti perché il fatto non sussiste. 

Per il gup, il finanziamento, concepito come indennizzo per la cessazione dell’attività di pescatore, e la genericità dell’impegno ad una riconversione professionale che non andava neanche anticipata in termini  progettuali, dunque “la mancata destinazione delle somme percepite ad intraprendere altre attività non può ritenersi una condotta penalmente rilevante”.

Per l’accusa i pescatori avevano destinato ad altri scopi le somme stanziate dall’Unione europea per la riconversione delle loro attività, sperperando circa 1 milione e 800mila euro. In sostanza non avevano investito in nuove attività imprenditoriali i 40mila euro provenienti dal Fondo europeo per la pesca. Quel finanziamento era stato disposto come compensazione per la cancellazione dal registro dei pescatori marittimi, per consentire a chi abbandonava il settore (da tempo in crisi) l’avvio di nuove imprese, magari nel pescaturismo.

Secondo le verifiche della Guardia di Finanza sarebbero in pochissimi ad aver impiegato i fondi pubblici per lo scopo a cui erano destinati. E oltre che sulla Costa amalfitana i riflettori della magistratura salernitana si sono accessi anche sul Cilento, dove l’indagine è ancora in corso. 

 

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