Fonderie Pisano, mobilita’ per i 120 lavoratori. Il commento della Fiom-Cgil a Radio Alfa

Doccia fredda per i 120 lavoratori delle Fonderie Pisano di Salerno che sono stati messi in mobilità dalla proprietà dello storica azienda. Lavoratori e sindacati sono in attesa della comunicazione ufficiale inviata per raccomandata, ma la notizia è già di pubblico dominio. In mattinata hanno tenuto un’assemblea e poi hanno deciso di presidiare l’ingresso della Fabbrica in via Dei Greci.  

“La decisione relativa alla messa in mobilità – si legge in una nota del Consiglio di Amministrazione delle Fonderie – è esclusivamente motivata dalla disdetta, preannunciata per le vie brevi e in itinere dal punto di vista formale, delle più importanti commesse ricadenti nel portafoglio clienti e dal permanere dello stato di fermo dell'impianto di produzione senza alcuna ipotesi temporale di eventuale-condizionata riapertura”.

La proprietà ricorda che dall’inizio di quest’anno la fonderia ha potuto produrre solo per la metà delle giornate lavorative previste dal calendario generando la sfiducia dei clienti, inducendoli a ricercare altri fornitori. 

A fine giugno, la Procura di Salerno ha disposto il sequestro degli impianti ipotizzando una serie di reati di natura ambientale e disponendo ulteriori indagini da parte dei carabinieri del Noe ed accertamenti eseguiti dai tecnici dell’Arpac. Accertamenti di cui ancora non si conosce l’esito e per questo motivo i rappresentanti sindacali chiedevano all’azienda di attendere prima di decidere di licenziare i 120 lavoratori.

A Radio Alfa ne abbiamo parlato con Francesca D’Elia della Fiom-Cgil.

Riascolta l'intervista QUI

Francesca D'Elia su Caso Fonderie

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