Fonderie Pisano a Salerno e morti sospette, la Procura archivia l’inchiesta

Le indagini sulle Fonderie Pisano a Salerno ad una svolta: i periti della Procura di Salerno hanno accertato che non c’è prova scientifica del nesso di causalità fra i fumi e gli scarichi prodotti dalla fabbrica di Fratte e le morti sospette per patologie tumorali avvenuti negli anni scorsi nella zona.

Il sostituto procuratore Roberto Penna ha deciso per l’archiviazione dell’inchiesta con un provvedimento controfirmato dal procuratore aggiunto Luca Masini.

Per questa inchiesta risultavano indagati i cinque eredi Pisano: Mario, Guido, Renato, Ciro ed Ugo Pisano per i quali ormai l’inchiesta è chiusa e la loro posizione archiviata.

Ad avviare le indagini era stata una denuncia del Comitato Salute e Vita presentata a ottobre 2016. In una lettera denuncia erano indicati i nominativi di 215 persone, alcune delle quali già morte per patologie tumorali. Poi nel fascicolo d’indagine erano finiti circa 40 nomi di persone decedute per tumore. Ma i periti della procura hanno stabilito che non c’è nessun nesso con gli scarichi delle Fonderie. Quindi inchiesta archiviata e accuse cadute nei confronti degli eredi Pisano.  

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