Foci di fiumi e torrenti, 7 punti sono “fortemente inquinati”. I dati di Goletta Verde nel Salernitano

Sono stati presentati oggi i risultati del monitoraggio di Goletta Verde di Legambiente sullo stato delle acque in Campania. Le coste campane continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su 30 punti monitorati, 16 presentano cariche batteriche elevate.

Nel mirino ancora foci di fiumi e torrenti.

Nel Salernitano sono stati effettuati 11 campionamenti, 9 dei quali sono risultati con concentrazioni di inquinanti oltre i limiti di legge.

Per 7 di questi il giudizio è di “fortemente inquinato”: in particolare alla foce del fiume Irno a Salerno; alla foce del Tusciano a Battipaglia; allo sbocco del canale di scarico presso Marina di Eboli; alla foce del rio nei pressi di via Posidonia a Laura di Capaccio; alla foce del fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano; del torrente Asa a Pontecagnano Faiano; del fiume Bussento a Policastro Bussentino.

Sono stati giudicati “inquinati” i campioni analizzati invece alla foce del fiume Solofrone tra Capaccio e Agropoli e a Capo di Fiume in località Torre di Paestum – Licinella. Tra i fattori inquinanti c’è anche lo smaltimento degli olii esausti.  Per quanto riguarda la questione rifiuti, a farla da padrona è ancora la plastica presente nel 100% dei casi; seguono il vetro e la carta.

In Campania è inoltre carente la cartellonistica in spiaggia che ha il compito di informare sulla classe di qualità del mare.

Ascoltiamo, proprio sui dati del monitoraggio, una riflessione del presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo
Michele Buonomo goletta verde

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