Fiume Sarno, conclusa attività di controllo. Il bilancio

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Si è conclusa l’attività di controllo messa in atto dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari che negli ultimi mesi anche con l’ausilio di droni hanno monitorato e contrastato i fenomeni di abbandono di rifiuti e sversamenti illeciti da parte di alcune imprese operanti nelle aree del Bacino Idrografico del fiume Sarno.

L’azione era partita con il censimento di circa 247 principali attività produttive, suddivise per tipologia, presenti nei territori attraversati dal fiume Sarno e suoi affluenti Solofrana e Cavaiola. Poi si era passati al controllo di 87 impianti produttivi potenzialmente impattanti sullo stato delle acque. L’iniziale monitoraggio aveva portato alla denuncia in stato di libertà di 48 persone e all’individuazione di 26 scarichi abusivi e la commissione di 15 sanzioni amministrative per un importo di circa 40.000 euro. 

 

Complessivamente nel corso dei mesi di giugno e luglio 2020, i Carabinieri hanno denunciato 21 persone e individuato altri 15 scarichi abusivi, elevando sanzioni amministrative per un importo di circa 10.000 euro. Nel complesso, dalla fine del “lock down”, con riferimento al bacino idrografico del fiume Sarno e dei suoi affluenti, l’Arma ha controllato 168 attività produttive, denunciato 69 persone, individuato 41 scarichi abusivi ed emesso 24 sanzioni amministrative per un importo pari a circa 50.000 euro.

Nel tracciare il bilancio, ieri il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha detto che in questo modo si sta portando avanti la promessa fatta ai cittadini e ai comitati sul territorio di mantenere alta l’attenzione sul Sarno e che nessuno degli inquinatori resterà impunito. “Si tratta di un’attività di controllo e ripristino della legalità senza precedenti per queste aree così delicate dal punto di vista ambientale – ha continuato il ministro Costa – e ce la metteremo tutta per mettere in sicurezza tutti gli scarichi presenti in questo bacino idrografico. Ai cittadini – ha concluso il ministro – rinnovo la richiesta di continuare con la loro preziosa opera di monitoraggio e segnalazione di eventuali attività illecite, siete le nostre sentinelle sul territorio”. 

Gli accertamenti hanno permesso di avere conferma che le cause di inquinamento del Sarno sono riconducibili a scarichi di reflui industriali effettuati illegalmente da aziende che approfittano delle avverse condizioni meteo, scarichi di acque meteoriche di dilavamento, provenienti dai piazzali esterni di attività industriali in genere e da scarico di reflui della rete fognaria. Le attività di controllo sono tuttora in corso e continueranno nel prossimo futuro.

 

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