Fase 2 in Campania, i dettagli su decisioni e riaperture da oggi 18 maggio

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“La Campania non è d’accordo e non ha sottoscritto l’intesa Stato-Regioni presentata sabato sera e che alcuni media presentano come condivisa all’unanimità”.

Lo ha dichiarato il governatore De Luca partecipando al programma “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata sulla Rai. Prendendo posizione contro il Governo, De Luca ha detto che su alcune norme di sicurezza generale deve pronunciarsi il ministero della Salute, “non è possibile che il Governo scarichi opportunisticamente tutte le decisioni sulle Regioni. Non è accettabile”.

Il governatore De Luca ha anche detto che sulle cose da fare dal 3 giugno lui ragionerà il 2 giugno per capire a che punto è il contagio. Per De Luca il 3 giugno non deve significare liberi tutti se abbiamo ancora curve epidemiologiche alte in alcune parti dell’Italia.

 

Per quel che riguarda le attività lavorative, in Campania resta confermata per lunedì 18 maggio l’apertura di parrucchieri, barbieri, estetiste, negozi di abbigliamento, bar con servizio al banco e non ancora al tavolino. Per gli esercizi commerciali si autorizza e si raccomanda l’apertura dalle 7 alle 23, senza obbligo di chiusura domenicale.

Invece, per il settore della ristorazione in Campania bisognerà attendere fino a giovedì 21 Maggio per permettere l’adeguamento alle norme anti-contagio.

Riaprono dal 18 maggio anche musei, biblioteche, luoghi di cultura.

Per quanto riguarda le attività sportive è consentito il tennis e tutte le attività sportive con distanziamento di almeno due metri; anche circoli e associazioni sportive. Restano chiuse piscine e palestre fino al 25 maggio. Si conferma l’obbligo della mascherina all’aperto.

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato ieri il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) che specifica le riaperture a partire dal 18 maggio, nell’ambito della fase 2 dell’emergenza Covid-19.

Il governo, sentite le Regioni, ha permesso l’apertura delle attività produttive, con una delega però alle Regioni e alle province autonome che “possono stabilire una diversa data in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori”. Il Dpcm conferma le date di riapertura già annunciate nella conferenza stampa di sabato sera.  

Gli ultimi ad aprire, il 15 maggio, secondo le norme contenute nel decreto, e salvo deroghe contenute in norme regionali, saranno cinema e teatri, per i quali rimarranno i vincoli anti-assembramento di massimo 200 persone negli spazi chiusi e mille all’aperto.

Ogni regione può introdurre misure ampliative o restrittive in maniera autonoma. 

Dal 18 maggio l’accesso in chiesa è consentito solo nel rispetto della distanza di almeno un metro. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal governo e dalle rispettive confessioni. Per quanto riguarda le messe cattoliche, i fedeli potranno accedere solo se muniti di mascherina e rimarranno durante la messa nel posto loro assegnato, a distanza minima di un metro l’uno dall’altro. Sarà il sacerdote ad avvicinarsi per l’eucaristia, lasciando cadere l’ostia nelle mani di chi la richieda. Non si potrà scambiare il segno di pace. 

Le chiese saranno sanificate quotidianamente, e più volte al giorno nel caso in cui ospitino più di una funzione.

 

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