Fase 2 in Campania, De Luca parla dei contenziosi con il Governo. Confermato stop movida alle ore 23

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“Campania Sicura” è lo slogan scelto dalla Regione Campania per la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Oggi, come ogni venerdì, la conferenza stampa del governatore campano Vincenzo De Luca per fare il  punto della situazione sulle misure adottate per la ripartenza. Il governatore ha però anzitutto messo in chiaro alcune questioni ancora aperte con il Governo nazionale, in primis la decisione di escludere i comuni campani della ex zona-rossa dal Fondo da 200 milioni di euro dedicato alle aree colpite dall’emergenza Covid. 

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De Luca sulla Fase 2

 

 

De Luca ha fatto sapere che tra oggi e domani saranno prese altre decisioni che riguardano le piscine e le palestre, B&b. “Vorremmo partire già dal 25 maggio con i B&B e le attività degli alberghi, con i centri termali” così il governatore campano che ha annunciato anche la riapertura degli zoo in Campania e l’attività da diporto per la possibilità di andare in barca per i residenti campani, anche per le isole. Saranno autorizzati anche gli stabilimenti balneari già da questa settimana. Il governatore campano si è rivolto anche al ministero dell’Interno chiedendo di “dare direttive rigorose per il controllo dell’uso delle mascherine e assembramenti notturno” e che sia pubblicata ogni giorno la lista delle ammende fatte a chi non indossava le mascherine. Ha poi lanciato a campagna ‘cafoneria zero’ in occasione dello stop della movida alle ore 23: “Cogliamo l’occasione per umanizzare i momenti di incontro affinché non ci si rincretinisca con alcol e droghe. “Teniamo bloccata la movida con la chiusura dei baretti alle ore 23 nessuno può immaginare che tornare alla normalità sia tornare a fare quello che si faceva prima, dobbiamo avere il coraggio di dirlo ai giovani. C’è una crescente massificazione alienante anche per il divertimento”. 

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De Luca su questioni con Governo

 

In merito alla querelle con il Governo, De Luca ha precisato che “a Campania ha difeso l’unità nazionale ed è stata coerente”. De Luca quindi non ci sta a passare per chi non ha firmato l’intesa Stato-Regioni. “Non c’era nulla da firmare – ha spiegato – la Campania ha posto due problemi: uno piccolo relativo all’apertura del lunedì ed uno grande relativo al ruolo tra Regioni e Stato. La Campania ha sostenuto che dovesse essere il ministero della Salute a decidere sulle riaperture. Questo è stato il motivo del dissenso”.

 

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