EDITORIA – RADIO ALFA firmataria della lettera appello al Presidente della Repubblica

E’ stata pubblicata ieri su tutti i quotidiani di Salerno e provincia la lettera appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tra i cui firmatari in tutta Italia, c’è il direttore responsabile di RADIO ALFA, Antonio Giardullo.
Questo il testo della lettera al Capo dello Stato:

Signor Presidente,

         ci rivolgiamo a Lei, nella Sua qualità di più autorevole rappresentante e custode della democrazia costituzionale per significarLe il rischio imminente di chiusura che coinvolge un centinaio di giornali politici, cooperativi, non profit e di idee e la conseguente perdita del lavoro per svariate migliaia di giornalisti e poligrafici.

Questo gravissimo evento sarà la conseguenza inesorabile del taglio del Fondo per l’editoria deciso dal Governo, se non interverranno immediate misure atte a ripristinarlo, sia pure nell’entità – peraltro assai modesta e nel tempo già considerevolmente ridotta – stabilita per gli anni precedenti.

Chi Le scrive è perfettamente consapevole dei problemi di bilancio dello Stato e della necessità di ridurre la spesa pubblica, eliminando ogni fonte di spreco. Anche nel mondo dell’editoria, dove è indispensabile un’opera di bonifica per distinguere, sulla base di rigorosi criteri, i giornali «veri» dalle testate inventate a bella posta per lucrare sulle erogazioni pubbliche. Abbiamo da anni indicato soluzioni di maggior rigore e trasparenza, idonee ad evitare lo sperpero di denaro pubblico. Il recente Regolamento solo in parte le ha recepite, pertanto mentre chiediamo l’adeguamento del Fondo torniamo a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi o e dall’altro una più rigorosa selezione nell’accesso alle risorse.

Senza questo intervento, il taglio “lineare” prodotto sortirà il risultato di buttare il bambino con l’acqua sporca.

Siamo certi, Signor Presidente, che comprenderà quale vulnerazione democratica si determinerebbe se il pluralismo dell’informazione subisse un’amputazione delle proporzioni annunciate.

In edicola rimarrebbero i giornali che hanno alle spalle editori potenti, che drenano pressoché tutta la pubblicità, compresa quella degli inserzionisti istituzionali. Il perimetro dell’informazione si comprimerebbe drasticamente, rimanendo appannaggio di pochi gruppi privilegiati.

Il tempo a disposizione per evitare il tracollo è talmente breve che già domani sarebbe troppo tardi.

Per questo, Signor Presidente, noi che rappresentiamo testate del più diverso orientamento culturale e politico, Le chiediamo un intervento utile a scongiurare un epilogo disastroso.

Nella nostra qualità di direttori dei giornali sottoscrittori della presente, Le chiediamo anche di volerci incontrare, in modo da rendere vieppiù chiari i termini delle nostre valutazioni e delle nostre proposte.

Con stima
Antonio Giardullo, direttore responsabile RADIO ALFA

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE NAPOLITANO:

“Ho letto con attenzione la vostra lettera e mi rendo ben conto dell’importanza degli argomenti che mi avete illustrato in polemica con l’annunciato taglio lineare al Fondo per l’editoria. Condivido la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare di mortificazione del pluralismo dell’informazione. E non mancherò di manifestare questo mio punto di vista al governo”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alla ‘lettera aperta’ che gli era stata inviata dai direttori di testate non profit, di partito e cooperative, sul taglio del Fondo per l’editoria. “Ho, nello stesso tempo, trovato altamente apprezzabile, nella vostra lettera, la sensibilità per l’urgenza di un’opera di bonifica in questo settore e la disponibilità a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi e dall’altro una più rigorosa selezione nell’accesso alle risorse – sottolinea il capo dello Stato -. Credo che quanto più darete seguito concreto a questi vostri intendimenti, tanto più ne guadagnerà in efficacia la sollecitazione, che faccio mia, per una riconsiderazione delle decisioni del governo”.

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