Ecosistema Urbano, dati Legambiente. Male Salerno al 62esimo posto

Sulle performance ambientali delle cinque città capoluogo di provincia della Campania, si registrano piccoli passi avanti per qualcuno ma, in generale, su tante scelte sostenibili, le nostre città mostrano una certa pigrizia e un’assenza generale di coraggio delle amministrazioni locali.

E’ quanto emerge dai dati di Ecosistema Urbano 2017, il rapporto annuale sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato da Legambiente con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

Salerno si piazza solo al 62esimo posto. Appena sufficiente Avellino al 43esimo posto. Male Caserta al 95° posto tra le ultime a livello nazionale, male anche Napoli che si piazza all’86° posto superata anche da Roma. Benevento conquista invece  la palma per la miglior performance tra i capoluoghi campani con il 35esimo posto.

Per Michele Buonomo presidente Legambiente Campania “dalle amministrazioni locali campane si deve pretendere molto più coraggio e capacità di innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta”.

A Salerno che occupa il 62simo posto, la raccolta differenziata si assesta al 60% perdendo la leadership regionale. La qualità dell’aria presenta per il biossido di azoto un valore medio delle concentrazioni misurate dalle centraline in ambito urbano. Nel capoluogo salernitano l’acqua immessa nella rete viene perduta in percentuale pari al 55% circa a riprova di una situazione critica per la città. Male l’offerta del trasporto pubblico che viene calcolata con i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente: Salerno che si posiziona in zona retrocessione per le città medie con 15 km-vetture/ab.

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