ECONOMIA – Dov’è finita l’evasione fiscale della FEDELES (di Enzo Carrella)

C’è un’economia sommersa dietro l’affair Ruby, oggettivamente definita in tutte le sue sfaccettature ma opportunamente dimenticata e imprudentemente archiviata. Probabilmente perché l’evasione fiscale mascherata nella sua filiera avrebbe potuto , per davvero, procurare imbarazzi penali per i loro artefici, con il Premier in prima linea. Al Capone… docet. Impossibile, infatti, negare l’evidenza: la presenza di “una società semplice” tra i manovrati e manovratori è piuttosto eloquente. Fede , Mora e l’amministratore Berlusconi hanno pubblicamente ammesso – facendo in talune circostanze convergere le versioni comunicate ai media- di aver intessuto una sorta di rapporti continuativi e per lo più prevalenti con le “ragazze” del residence Olgettina . Appare , pertanto, chiaro e evidente che se da una parte ( quella filoberlusconiana) vi era la presenza di una struttura dotata di una propria organizzazione ( in termini di beni, mezzi , capitale e ..altre doti nascoste ) che poneva in essere attività commerciali molto prossime all’organizzazione di eventi o congressi ( i ccdd raduni bunga/bunga), dall’altra rispondevano ragazze che con professionalità e sorrisi avevano la capacità di curare tali summit in tutti i loro dettagli: quello che in gergo si usa solitamente definire “hostess /all inclusive”. Fatta questa dovuta premessa nella quale si è determinata la oggettiva presenza di una società semplice (FEDELES sdf, con soci Fede, Lele e Silvio) che ha posto in essere attività commerciali , andiamo ora a radiografare fiscalmente le omissioni e, naturalmente, gli ingenti danni procurati all’erario risaltandone anche gli effetti penali (ex dlgs 74/200). La legge stabilisce che in determinati casi (eccezionali e quindi tassativi) l’obbligo di pagare un’imposta spetti ad un soggetto diverso (società, ditta, condominio, curatori ecc ex art 23 dpr 600/1973) da quello al quale si riferisce l’effettivo presupposto. In breve e senza dilungarci, soggetto obbligato al pagamento si chiama sostituto (debitore d’imposta), il soggetto a cui è destinato, sostituito (dipedente/professionista). Diamo a questo punto un’identità fiscale alla filiera con in prima linea la società Fedeles sdf (Fede, Lele e Silvio) e le escort/hostess all inclusive: sostituto la prima e sostituite le seconde (naturalmente solo fiscalmente perché Fede & co non hanno mai pensato di rimpiazzarle…e/o sostituirle.).

I contributi e/o elargizioni erogati alle hostess dai tre tesorieri della Fedeles sdf assumevano sempre più valore di corrispettivo sussistendone tutti i presupposti : non può negarsi l’esistenza di quel rapporto (oltre che particolarmente intimo…) soprattutto sinallagmatico (tra erogante e beneficiairio), fondamentale leva della nostra legislazione Iva : nell’ art 3 dpr 633/1972 si legge infatti che costituiscono prestazioni di servizi ……..le prestazioni verso corrispettivo dipendenti ….da obbligazioni di fare, non fare e di pemettere quale ne sia la fonte… “.

Pertanto è individuabile nello slogan coniato e lanciato nell’Olgiattina dai “tre soci di fatto” (quello del ..” se tu dai una cosa a me ..io do una cosa a te – soldi e diversi ..colpi).. tutta la sua (reale e – forse per questo – brutale) rilevanza fiscale. C’è forse qualche dubbio? Quale, quindi, il suggestivo quadro generale che ne viene fuori? Quello di essere sempre più convinti e consapevoli che dietro l’affaire si annida una evasione a effetto domino dai profili e contorni devastanti. Si, perché anche le signorine escort dal canto loro si sono rese complici e alleate della oggettiva evasione e/o omissione.

Ritornando alla disciplina Iva, l’articolo 5 disegna e classifica l’Esercizio di arti e professioni quale quello svolto per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche. Da ciò, quindi, si desume che chiunque svolga prevalentemente e continuativamente una professione (come quella di escort della rete Olgettina) ha l’obbligo di segnalarsi al Fisco (attraverso la partita Iva) per tutti gli adempimenti consequenziali (versamento tasse all’erario).

Chissa se tutto ciò sarà mai passato nell’anticamera del cervello dei tre audaci e arzilli soci della Fedeles sdf ? E le ragazze? Non hanno, forse, proprio loro dichiarato di aver percepito continuativamente cifre (anche a nove zeri) per le loro eccellenti prestazioni ..”artistiche”. A quanto ammonterebbe il danno all’erario? Il conto è presto fatto. Se, facciamo conto, la “cooperativa” rosa dell’Olgettina avesse potuto annoverare tra 20 /25 socie , con una media di 5/7000 euro a summit (un bunga/bunga quindicinale) , si arriverebbe ( media di 6000 x 2 volte mensili *20 escort per 10 mesi ) alla fantomatica cifra di circa 2,4 di euro annui ( ferie e assenteismo esclusi ) di incassi/spese ( dipende da quale lato ci si pone, parte A e/o parte B ?!) .

Da tale “imponibile” occorrerebbe depurare le eventuali ritenute d’acconto (nella misura del 20 % per prestazioni per complessivi 480.000 euro). Importi da capogiro … che a confronto alcune ccd “frodi carosello” farebbero “occhiolino”. Ma le sorprese non finiscono qui ! Infatti poiché le omissioni degli adempimenti dei sostituti d’imposta (mancati versamenti all’erario ad opera dei tre soci della FEDELES sdf ) superano abbondantemente l’asticella dei 50.000 euro annui – cfr ex art 10ter dlgs 74 – appare , con tutta la sua crudeltà, la rilevanza penale della sua violazione (punito con l’arresto da sei mesi ad un anno) .

E le “poverine” escort.? Dalla loro ci sarebbe non solo l’iva evasa – anche se possiamo esserene certi si arriverebbe a considerare la prestazione esente iva ai sensi dell’art 10 dpr 63371972 per il carattere sociale che assumerebbe ( quella cioè di risvegliare dal letargo i ..sensi assopiti dei poveri e arzilli autori/ vecchietti ) – ..ma anche le indebite e ingiustificate detrazioni “per figli a carico “ x art 15 dpr 917/1986 sicuramente recuperati dai genitori ( primi sostenitori e incoraggiatori ) delle escort nelle rispettive dichiarazioni dei redditi … (avendo superato la soglia di compensi perecepiti degli 2.840,50 euro). Sembra, quella appena sviluppata, una spettrale fotografia della realtà..ma i dubbi permangono e le perplessità con essi …. Se dovessero scattare (paradossali.) provvedimenti restrittivi … siamo pur certi che il beneficio dei domiciliari è assicurato ..Si darebbe così maggiore impulso (visti gli ambienti e le circostanze) a continuare nella reiterazione del reato…. Una sorta di condono del Bunga/bunga… che non ne arresterebbe il suo sviluppo della sua deprecata consuetudine …anzi…ne garantirebbe una sua capillare diffusione.

Vincenzo Carrella, dottore commercialista e pubblicista di Salerno vcarrel@tin.it

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