Un incendio è divampato ieri mattina, intorno alle 8, nel reparto femminile al carcere di Salerno, appiccato da una detenuta di origini marocchine per protestare contro la mancanza di sigarette. Sette agenti della Penitenziaria sono rimasti intossicati.
A Radio Alfa la testimonianza di uno degli agenti intervenuti, Beniamino Castelluccio, Ascolta
Testimonianza agente Castelluccio
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.
Il fumo non faceva vedere nulla, bruciava gli occhi, toglieva il respiro. Le stanze erano irraggiungibili. Ma dentro c’erano delle detenute che gridavano e chiedevano aiuto. Ho indossato i dispositivi di protezione… e sono entrato. Dentro non c’era nulla. Solo buio. Solo fumo. Zero visibilità. Mi sono fatto strada con una mano sul muro, passo dopo passo, cercando di restare lucido mentre tutto intorno sembrava crollare. Poi le fiamme. Alte. Violente. Ma in quei momenti non pensi. Vai avanti e basta. È lì che capisci davvero cosa significa indossare una divisa. È lì che il senso del dovere prende il sopravvento su tutto: sulla paura, sulla stanchezza, persino sull’istinto di fermarti. Sono arrivato alle stanze. Ho aperto i cancelli e ho preso le detenute. Le ho portate fuori, una alla volta, lontano da quell’inferno. E oggi voglio dire grazie. Grazie a tutti i colleghi, alla comandante che erano con me. Abbiamo condiviso quei momenti e poi anche le ore successive in ospedale: disintossicazione, 4 lavaggi, due ore di ossigeno, un’ora in camera iperbarica e siamo tornati a casa. Momenti duri, ma affrontati insieme.
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