Decreto Rilancio. Ai lavoratori 25,6 miliardi, stop alla rata Irap di giugno e bonus vacanze

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Il Decreto Rilancio varato dal governo e che dovrà essere approvato in Parlamento stanzia 6 miliardi di euro per gli indennizzi alle imprese che fatturano da zero a 5 milioni di euro e che hanno avuto un calo di fatturato di almeno il 33%, sostanzialmente la totalità.

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli al termine del Cdm che ha varato il decreto Rilancio. L’indennizzo andrà da 2mila euro a fino a oltre 40mila euro per le imprese che hanno perso la capacità di fatturare. 

 

E’ “corposo” il pacchetto turismo nel Decreto Rilancio, con un tax credit fino a 500 euro per tutte le famiglie con Isee inferiore a 40mila euro. La prima rata Imu è abbonata per alberghi e stabilimenti balneari. Ristoranti e bar potranno occupare suolo pubblico non pagando la Tosap anche grazie alla collaborazione con Anci. 

Per i lavoratori le risorse sono pari a 25,6 miliardi di euro. C’è anche il reddito di emergenza per le fasce che hanno bisogno di una maggiore protezione. Il premier Conte ha detto che nel Decreto si tagliano 4 miliardi di tasse per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato. Previsto lo stop alla rata Irap di giugno. Per gli autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni separate Inps arriveranno 600 euro subito, perché saranno dati a chi ne ha già beneficiato. Arriveranno questi soldi non appena il decreto andrà in Gazzetta ufficiale.
Conte ha detto che è stato pagato l’85% di cassa integrazione, quasi 80% di bonus autonomi. Ci sono poi nel nuovo decreto 1,4 miliardi per università e ricerca e l’assunzione di 4.000 nuovi ricercatori.

Trovato l’accordo sulla regolarizzazione dei migranti impegnati nei lavori stagionali. Dovrebbero essere 600mila i migranti da regolarizzare. 

L’assunzione di circa 9mila infermieri è stata autorizzata nel Decreto Rilancio illustrato ieri sera dal presidente del consiglio Conte. In questo modo si intende rafforzare i servizi infermieristici distrettuali, con l’introduzione dell’infermiere di famiglia o di comunità, per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti infettati da COVID-19. 

Si prevede l’assunzione di assistenti sociali e socio-sanitari, l’attivazione di centrali operative regionali di assistenza ai malati e il riconoscimento economico del lavoro di assistenza ai pazienti più fragili svolto dai medici di famiglia.

 

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