De Luca: Non ho nessuna intenzione di mollare. Da oggi comincia una grande battaglia di civilta’

"Io non ho nessuna intenzione di mollare. Da oggi comincia una grande battaglia di civiltà". Così il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, dopo la condanna ad un anno di reclusione per abuso d’ufficio e all’interdizione dai pubblici uffici. Una condanna in primo grado, decisa ieri sera dopo sei ore di camera di consiglio dal Tribunale di Salerno, in relazione al procedimento penale scaturito dalla realizzazione del termovalorizzatore a Salerno

"Verificheremo le iniziative da sviluppare nei prossimi giorni. Si prospetta – sostiene fra le altre cose De Luca – una ripetizione della vicenda del sindaco di Napoli".

La condanna avvia infatti le procedure per l'applicazione della legge Severino e la sospensione dello stesso De Luca dalla carica di sindaco. In sostanza un nuovo caso de Magistris, sospeso nei mesi scorsi dal prefetto di Napoli in seguito alla condanna per abuso di ufficio nel processo "Why not", poi reintegrato dal Tar che ha sospeso l'effetto del provvedimento del prefetto, ed ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale per l'esame di costituzionalità di alcune norme della stessa Severino.

E proprio davanti al Tribunale amministrativo, ha annunciato il legale di De Luca, avvocato Paolo Carbone, sarà impugnato il provvedimento di sospensione di De Luca quando sarà adottato dal prefetto di Salerno. In attesa della disputa giudiziaria, la battaglia è tutta politica, con De Luca, candidato alle primarie Pd per la Regione Campania che auspica che "questa vicenda sia assunta sul piano nazionale, in primo luogo dal PD, come l'occasione per una grande battaglia a difesa delle persone perbene, degli amministratori che dedicano una vita al bene pubblico, e sono costretti a vivere un calvario".

La vicenda De Luca è precipitata subito al centro del tavolo della segreteria regionale che si stava svolgendo ieri sera nella sede del Pd, a Napoli, in contemporanea con la commissione per le primarie. Fino ad allora la discussione, a porte chiuse, era stata incentrata sulle primarie dei comuni in cui si vota a primavera, una discussione attendistica mentre i giudici salernitani erano in Camera di Consiglio. La segreteria in tarda serata è stata aggiornata e resta convocata in maniera permanente; gli scenari restano apertissimi su data e candidature. Il Pd dovrà anche decidere se convocare una direzione regionale per spostare o meno la data delle primarie previste per il primo febbraio.

Tra i primi a commentare la sentenza il governatore in carica, Stefano Caldoro, che ha scritto su Twitter: "Vale il principio garantista, si trovi una soluzione perché possa partecipare alle competizioni elettorali''. Si affida a twitter anche l'ex governatore Antonio Bassolino che scrive: ''Mi dispiace molto”. L'altro candidato in campo per le primarie, Andrea Cozzolino, afferma, in dichiarazioni rese prima dell'arrivo della sentenza come precisa il sul staff, la necessità di "andare avanti con le primarie".

Registriamo anche il commento del consigliere comunale d’opposizione al Comune di Salerno, Roberto Celano: "Una condanna in primo grado – dice – non è una sentenza di colpevolezza certa. Chi, come me, è da sempre garantista, non può che ritenere che fino a condanna definitiva vale la presunzione di innocenza".

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