Dall’Africa allo Sbarco in Normandia, i ricordi di Guerra del 94enne Francesco Morena

Francesco Morena, 94 anni compiuti lo scorso 3 maggio, è un arzillo pensionato che si sposta con grande agilità alla guida della sua Ape 600.

E’ conosciuto nella sua Teggiano e in tutto il Vallo di Diano per essere uno degli ultimi suonatori di ciaramella.

E’ protagonista anche di un video storico della tradizione teggianese e di un inno a San Cono, patrono di Teggiano. 

I suoi ricordi più forti e indelebili sono legati alla Seconda Guerra Mondiale a cui ha preso parte.

“Zi Cicchinu”, così lo chiamiamo tutti affettuosamente, ha voluto raccontarmi le sue avventure e soprattutto disavventure affrontate nell’ultimo conflitto mondiale. In passato lo hanno già intervistato alcuni alunni della Scuola Media di Teggiano impegnati in una ricerca sulla Seconda Guerra Mondiale.

Zio Francesco ne ha visti e vissuti di episodi tragici nei quasi quattro anni di guerra combattuti da militare del Regio Esercito, tra il gennaio del  1942 e l’autunno del 1945 anno in cui, provato ma salvo, tornò a riabbracciare i suoi cari a Teggiano. A parte qualche ferita, la più grave ad una gamba, si ritiene fortunato e spesso ripete di essere tornato a vivere più volte. Francesco Morena ha rischiato la vita più volte e ha visto intorno a se sangue e morte. E’ la Guerra. 

Ha combattuto come artigliere in Nord Africa ed ha partecipato persino allo sbarco in Normandia con la Terza Armata Americana.
Ha attraversato Olanda, Belgio, Lussemburgo arrivando in Germania ed Austria.

Ma andiamo per ordine.  

All’età di 19 anni Francesco Morena, nel gennaio del 1942, viene chiamato al fronte e raggiunge Napoli per essere arruolato al Decimo Artiglieria Corpo d’Armata. Gli italiani sono alleati dei tedeschi e Morena con i suoi commilitoni su carri bestiame in treno raggiunge la Sicilia. Qualche giorno di sosta e poi in volo raggiunge Tunisi, dove viene schierato al fronte per respingere gli attacchi degli Anglo-Americani.
Il suo incarico è di cannoniere-tiratore. 

Francesco ed altri 14 militari respingono gli attacchi con un cannone costruito dall’Ansaldo per il Regio Esercito, del peso di 82 tonnellate e gittata di circa 30 km. Ogni proiettile ha un peso di circa 50 kg.  Le condizioni ambientali in cui si combatte sono proibitive: caldo torrido e forte escursione termica fra giorno e notte. Il cibo scarseggia e l’acqua pure.

L’Armata italo-tedesca respinge i britannici nel gennaio e nel maggio del 1942 ed i britannici ripiegano in Egitto. La campagna del Nordafrica ha la sua svolta decisiva nell’Autunno successivo; i britannici del generale Bernard Montgomery costringono il resto delle forze italo-tedesche del generale Rommel ad evacuare definitivamente tutta la Libia; Tripoli cade il 23 gennaio 1943. Privi di adeguati rifornimenti ed in schiacciante inferiorità numerica e materiale, le residue forze italo-tedesche, si arrendono il 13 maggio 1943, mettendo fine alla campagna del Nordafrica.

Francesco Morena ricorda che nella fase finale, prima della resa, con i suoi commilitoni si ritrova in mezzo al fuoco nemico accerchiati per un raggio di circa 30 km. In questi giorni rimane ferito alla gamba destra. Circa 4mila italiani morti in 4 giorni.  Poi la resa e lui con altri 250 militari italiani prigionieri viene prelevato dagli americani. 
Mi racconta poi un episodio accaduto nel luglio del ’43. Mentre sono impegnati nello sminamento un soldato americano maneggia una mina che esplode. L’americano muore decapitato e con lui anche tre italiani. Morena si salva e soccorre i feriti. Nelle ore successive viene sottoposto a interrogatorio perché deve raccontare come è andata. Lui è un prigioniero italiano e gli americani non si fidano.

Arriva poi il trasferimento in Inghilterra ed è l’anno 1944.
Nel giugno dello stesso anno lo storico Sbarco in Normandia
e Francesco Morena riceve la divisa americana e segue la Terza Armata con il compito di effettuare i rifornimenti. Conosce nel suo cammino la Francia, il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo. Al seguito degli americani arriva in Germania assistendo alla caduta dell’esercito nazista guidato da Hitler. Per 7 mesi rimane a Norimberga, città tedesca famosa per il processo ai capi-nazisti che si svolge fra il novembre ‘45 e il l’ottobre ‘46.

Morena lascia Norimberga ad ottobre del ’45prima del processo, e in treno raggiunge Verona il 10 ottobre. L’Italia è disastrata dalla guerra e i viaggi in treno sono molto difficili.
Da Verona arriva a Bologna. Per giungere alla Stazione di Sicignano, nel Salernitano, impiega 20 giorni. Morena qui ricorda il commovente incontro con un compaesano, il carabiniere Salvatore Gallo di Teggiano in servizio alla locale Stazione. 

Alla fine della guerra, lasciato il fronte, ritrova la sua famiglia a Teggiano, ma anche miseria fame e macerie. Francesco Morena però può ricominciare perché ha ricevuto per i suoi 2 anni e mezzo di fronte la somma di circa 60mila lire, 57mila delle quali dal Governo USA. Una cifra che gli permette di comprare dei terreni, animali e costruire un’abitazione e di guardare con maggiore fiducia al futuro.
Ha avuto cinque figli e si è sposato due volte dopo essere rimasto vedovo.

Nei suoi occhi l’orgoglio di aver servito la Patria e di essere stato anche molto fortunato.

Commenti (2)

  1. Cono Morena 19/05/2016
  2. Pino D'Elia 20/05/2016

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