Crisi idrica, trovata acqua a 35 metri di profondità al pozzo Scattabove di Sanza

A Sanza proseguono le attività di perforazione, al pozzo Scattabove, attivate dal Consac.

Già a 35 metri di profondità è stata trovata dell’acqua.  

Gli studi, condotti su basi scientifiche e sulla base di modelli geologici, ad oggi hanno confermato quindi la presenza di acqua e, una volta attivate tutte le procedure di controllo e certificazione sanitaria, potrà essere immessa anche in rete.

Potrebbe durare ancora poco quindi la pesante crisi idrica che ha investito i comuni del Cilento in questa estate 2017.

Un risultato importante a poche settimane dall’avvio del piano di emergenza attivato dal Consac.

Una notizia più che positiva anche per il Comune di Sanza che ora resta in attesa della conclusione della perforazione e delle attività di convogliamento dell’acqua di Scattabove per poi poter attivare il piano di riequilibrio idrico della sorgente attualmente in uso al consorzio di gestione idrica che dovrà rilasciare un maggiore quantitativo di acqua nella disponibilità dell’acquedotto di Sanza, gestito in autonomia dal Comune. Presto quindi sarà convogliata una quantità d’acqua sufficiente a superare la crisi idrica anche a Sanza, sfruttando al meglio la sorgente di Monte Menzano.

Allo stesso tempo i comuni serviti da Consac potranno beneficiare dell’acqua di Scattabove che andrà ad aumentare il flusso immesso in rete dal Consorzio vallese.

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