Criminalità organizzata nel Salernitano, i dati della Dia sul primo semestre 2017

Completa e dettagliata la relazione semestrale della Dia al Parlamento (1° semestre 2017), sull’andamento della criminalità organizzata a livello nazionale e, nello specifico, con la parte che riguarda la provincia di Salerno.

Nell’analisi generale viene effettuata una vera e propria proiezione territoriale di quelli che sono i clan che agiscono nel Salernitano. Il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti (acquistati da fornitori per lo più dell’hinterland partenopeo) risultano le attività delinquenziali maggiormente diffuse, assieme all’usura e all’esercizio abusivo del credito. In provincia ed a Salerno si conferma il ruolo di primo piano del clan D’AGOSTINO. A Vietri sul Mare la presenza di sodalizi criminali autoctoni, quali la famiglia APICELLA. A Cava de’ Tirreni  l’influenza del clan BISOGNO. Nella Valle dell’Irno, una neo-costituita consorteria criminale, promossa e organizzata da un pregiudicato originario di Pagani. A Baronissi e nei comuni limitrofi di Fisciano, Lancusi e Montoro operativo il clan GENOVESE. A Castel San Giorgio, Siano e Bracigliano, in attività di riciclaggio, la famiglia CIRILLO, sodalizio criminale attivo negli anni ‘80 e ‘90 sulla costa Ionica calabrese. L’Agro Nocerino-Sarnese  si conferma l’operatività del gruppo MARINIELLO, Ad Angri, il controllo dei principali traffici illeciti resta al clan NOCERA, alias “i Tempesta”. A Pagani permane il gruppo FEZZA-PETROSINO D’AURIA, militarmente ancora forte. A Sarno è presente il clan SERINO e si conferma l’operatività di una locale espressione del clan GRAZIANO di Quindici (AV). Il territorio di Scafati, in particolare nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, è sotto il controllo del clan LORETO-RIDOSSO, Nell’area compresa tra i comuni di Eboli, Campagna e Contursi, dopo la disarticolazione dello storico clan MAIALE, si sono creati piccoli gruppi per il controllo e la gestione delle attività illecite, già affiliati al clan MAIALE e poi passato al sodalizio FABBIANO-CAPOZZA, operante nella Piana del Sele. L’area compresa tra i comuni di Battipaglia e Pontecagnano  vede invece protagonista il clan PECORARO-RENNA. Sul territorio di Bellizzi è attivo il clan DE FEO, mentre il Cilento, pur non evidenziando sodalizi autoctoni strutturati, risulta esposto agli interessi dei clan napoletani. Il Vallo Di Diano si conferma zona d’interesse per sodalizi criminali di diversa matrice; sono operativi due gruppi criminali che mantengono rapporti di collaborazione con i clan dell’alto Tirreno cosentino e con sodalizi napoletani, autofinanziandosi con usura, estorsioni, traffico di armi e di stupefacenti.

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