Crescent a Salerno, il ministero parte civile e chiede 200mila euro di risarcimento

Il processo Crescent a Salerno. Il ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario e di chiedere 200mila euro di danni come risarcimento per la costruzione dell’edificio semicircolare sul Lungomare di Salerno, disegnato dall’architetto Bofil.

Nel processo sono imputate 22 persone, tra cui il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’epoca dei fatti sindaco di Salerno. De Luca è accusato di falso e di abuso di ufficio. Per lui la Procura ha chiesto 2 anni e 10 mesi di reclusione. E oggi De Luca alla notizia della decisione del Ministero di chiedere il risarcimento di 200mila euro ai cronisti ha detto: “Nessun commento, sa che in questa materia non si commenta mai niente”.

Secondo il Ministero dei Beni Culturali nella realizzazione del Crescent non ci sarebbe stato nessun interesse pubblico sottolineando come “l’intervento in realtà cela un sostanziale e quasi esclusivo interesse privato e si è dimostrato – secondo il Mibact – uno degli affari immobiliari più imponenti della provincia di Salerno”.

Nelle conclusioni depositate durante l’ultima udienza, i legali del ministero hanno analizzato tutte le fasi della vicenda, non risparmiando neppure responsabilità a carico dei dipendenti della stessa struttura ministeriale, e in particolare della Soprintendenza di Salerno, che avrebbero “lasciato decorrere il termine di 60 giorni senza annullare le autorizzazioni paesaggistiche consumando il proprio potere e dando di fatto il proprio assenso alla realizzazione dell’opera per silenzio”.

Il 29 giugno si tornerà in aula con le discussioni degli avvocati difensori.

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