Covid19, datori lavoro in regola non responsabili contagio. Primo ok a Dl imprese in commissione

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Cambia il decreto legge sulla liquidità delle imprese. I datori di lavoro non saranno responsabili del contagio e arriva il via libera all’autocertificazione sui dati aziendali per ottenere i prestiti garantiti dallo Stato ma anche revisione dei tetti e dei tempi di restituzione dei finanziamenti: sono queste alcune delle attese modifiche approvate nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera che ha dato il primo parere favorevole al provvedimento. 

Il testo è atteso in Aula a Montecitorio a partire da lunedì, dove l’esame potrebbe essere blindato con la richiesta della fiducia. “L’imprenditore, il manager privato, il dirigente pubblico e quello scolastico che rispettano le regole di sicurezza hanno dunque la certezza di non essere chiamati in causa qualora un lavoratore si ammali di Covid19”, spiega la sottosegretaria al lavoro, Francesca Puglisi, che sottolinea l’importanza di affiancare una norma di legge alle circolari dell’Inail su questo fronte.

Soddisfazione bipartisan in Parlamento anche per l’approvazione delle misure che puntano a velocizzare i prestiti: la modifica che introduce l’autocertificazione viene incontro alle richieste di alcuni esponenti della magistratura, della Banca d’Italia e degli istituti di credito avanzate nelle scorse settimane, prevedendo comunque una stretta anti-crimine. Inoltre, i grandi evasori fiscali, per i quali sono scattate le pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici non potranno utilizzare questa via breve. Chi invece ha avuto problemi con le banche potrà accedere al credito garantito. Il riferimento è ai beneficiari che presentano esposizioni debitorie alla stregua di crediti deteriorati.

 

Cambiano poi i tetti ai prestiti: la soglia di quelli con garanzia statale al 100% sale da 25 a 30mila euro e questi finanziamenti più piccoli potranno essere restituiti in 10 anni anziché in 6; i tempi di restituzione di quelli fino a 800mila euro invece potranno arrivare a 30 anni. Spazio anche al terzo settore e a quello termale, agli agenti delle assicurazioni, ai broker. 

 

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