Corte Conti, ok ai bilanci della Regione tranne per i debiti delle Asl

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Rendiconti generali del 2017 e del 2018 approvati, con la contestazione su una parte dei soldi usati (circa 13 milioni di euro, informano dalla Regione Campania) per ripianare i debiti pregressi delle Asl.

E’ questa l’ufficializzazione da parte della Corte dei Conti sul giudizio di parificazione degli ultimi due bilanci della Regione Campania. La magistratura contabile regionale sottolinea in una nota che “con la deliberazione depositata il 27 dicembre, ha parificato i rendiconti generali della Regione Campania per gli esercizi 2017 e 2018 con una parziale eccezione, del tutto marginale nel contesto degli atti approvati. per il relativo “conto del bilancio”, laddove non contabilizza un maggiore residuo attivo “tecnico” di neutralizzazione verso il sistema sanitario regionale e correlativamente del prospetto del risultato di amministrazione 2017 e 2018, nelle parti in cui il saldo: non tiene conto del menzionato credito e non contabilizza nel fondo rischi un “onere di ripristino della autonomia imprenditoriale” delle aziende sanitarie”. La corte dei conti spiega che “l’attribuzione di risorse delle aziende sanitarie locali per ripianare il disavanzo sanitario pregresso, posta in essere in violazione dell’art. 30 del d.lgs I l8/2011 e del “principio di autonomia imprenditoriale”, non consente di parificare il “risultato di amministrazione”, per la corrispondente parte in base al principio di accountability. Tale attribuzione è intervenuta tramite provvedimenti del commissario ad acta preposto al piano di rientro del settore sanitario, che ha riassegnato nell’ambito del “perimetro sanitario” le “eccedenze” derivanti dalla “mobilizzazione” di parte del patrimonio degli enti sanitari, a seguito di un’opera di “sistemazione contabile”. L’operazione. qualificata come di “destinazione del risultato d’esercizio” degli enti del servizio sanitario regionale ha limitato le possibilità di utilizzazione di tali proventi in conformità all’autonomia imprenditoriale delle aziende del servizio sanitario regionale. Un parte ancora più limitata della “manovra” peraltro, ha riguardato risorse di mera “rivalutazione”, per te quali la decisione di parificazione pone anche il dovere di reperire risorse finanziarie effettive. La decisione affronta anche il tema della attuazione del precedente deliberato di parificazione, affermando la necessità del recupero dell’indebita erogazione entro i limiti della prescrizione decennale”.

 

 
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