Coronavirus, nuova stretta sull’Italia. Chiusi negozi, bar, ristoranti

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Nuova stretta sull’Italia contro il coronavirus.

Il presidente del Consiglio Conte ieri sera ha annunciato la firma di un nuovo Decreto. Da oggi e fino al 25 marzo chiusi negozi, bar e ristoranti, possibili riduzioni per bus, metro e taxi nelle città e anche treni, aerei e navi.

Garantiti approvvigionamento alimentare, farmacie, servizi essenziali come banche, poste, assicurazioni e trasporti. In smart working la Pubblica amministrazione salvo i servizi indifferibili per il pubblico. Idraulici, meccanici, pompe di benzina resteranno aperti, come mense e autogrill garantendo la distanza tra i clienti, tabaccai ed edicole. Il premier: ‘Grazie agli italiani, ce la faremo’. 

 

I numeri, d’altronde, da giorni confermano che la situazione è seria: ad oggi sono 10.590 i malati, più della metà in Lombardia che ha anche il più alto numero di ricoverati in terapia intensiva, 560 su un totale di 1.028. E i morti sono arrivati a 827 (di cui 617 in Lombardia). I guariti, invece, sono meno del 10% del totale dei contagiati: 1.045 su 12.462. 

“I prossimi 14 giorni saranno cruciali per capire l’andamento dei casi di contagio – ha detto il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss Giovanni Rezza – Gli effetti delle misure restrittive non si vedranno entro questa settimana, anche per quanto successo nei giorni scorsi con i massicci spostamenti da Milano. Per questa settimana mi aspetto un aumento dei casi e non un calo”. Previsioni che sono condivise dal Premier Conte. 

Ai cittadini che si chiedono ancora come comportarsi nel quotidiano, “il consiglio è sempre lo stesso: uscire per lo stretto necessario e indispensabile”, ripete il capo della protezione civile nazionale Borrelli, sottolineando che anche chi si muove a piedi “deve portare l’autocertificazione”.

Quanto ai luoghi di lavoro (si incentiva ulteriormente il lavoro agile e le ferie), l’unica vera misura di sicurezza è la distanza di un metro. Nel caso non sia possibile rispettarla “vanno utilizzate le mascherine chirurgiche”. E proprio per rafforzare la filiera della distribuzione degli strumenti sanitari è arrivata da Conte la nomina di un commissario delegato, Domenico Arcuri, Ad di Invitalia: “avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate. Il commissario sarà Arcuri che si coordinerà con il dottor Borrelli che sta facendo un incredibile lavoro”.

 

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