Coronavirus, la rivolta dei sindaci. Lettera di protesta al Premier Conte

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Parte la rivolta dei sindaci. Molti primi cittadini italiani hanno sottoscritto una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere sostegno economico ai Comuni in questa situazione emergenziale. Una protesta però che parte da lontano, ricordando come “negli ultimi vent’anni governi di tutti i colori politici hanno provveduto a tagliare oltre dieci miliardi di fondi agli enti locali”. Tra le righe un preciso j’accuse dei sindaci che imputano al Governo di avere mal gestito la fase tra la prima e la seconda ondata puntando a spendere soldi per i monopattini o i famigerati mono banchi. 

 Ecco, allora il contenuto integrale della missiva:

 

“Egregio Signor Presidente, Quella che stiamo vivendo è una delle peggiori emergenze sanitarie dalla nascita della nostra Repubblica. In questi sette mesi di pandemia le nostre comunità hanno sofferto per la perdita di persone care e per tutti i disagi causati dal Covid, incluse le norme emanate per tentare di contenere il contagio che hanno messo in ginocchio migliaia di imprese e milioni di lavoratori. In questi mesi oltre 7.900 sindaci di tutta Italia hanno tenuto aperte le porte dei propri Municipi giorno e notte per aiutare i cittadini, provando, con risorse assolutamente insufficienti, a dare delle risposte a milioni di italiani finiti in povertà o rimasti soli perché il Covid sta portando via intere famiglie. In questi lunghi mesi i primi cittadini di tutta Italia, di ogni colore politico, hanno scelto la strada istituzionale del rispetto, adeguandosi a scelte calate dall’alto, da comitati tecnici e da dibattiti ai quali troppo spesso si è deciso di escludere chi rappresenta la prima frontiera dello Stato sui territori: gli amministratori locali.

Come Lei certamente saprà, negli ultimi vent’anni governi di tutti i colori politici hanno provveduto a tagliare oltre dieci miliardi di fondi agli Enti Locali. Si tratta di tagli gravissimi, che hanno messo in ginocchio intere comunità, costringendo i Sindaci a negare diritti costituzionali come l’assistenza domiciliare o il trasporto pubblico scolastico o il sostegno per i bambini diversamente abili. Un disagio che l’emergenza sanitaria ha trasformato in un vero e proprio strappo tra il Paese reale, quello che tutti i giorni i Sindaci tentano di gestire sui territori, e quello dei “Palazzi della Politica”, sempre più distanti dalle comunità locali che pure sono utili quando arrivano le campagne elettorali e occorre riempire il serbatoio di voti in cambio di promesse mai mantenute. In questi mesi i Sindaci hanno dovuto apprendere dalle Sue conferenze stampa le decisioni fondamentali per la Nazione, quelle che poi spettava proprio ai primi cittadini applicare e far rispettare sui territori. Tutto ciò che è avvenuto e purtroppo continua ad avvenire, è calato dall’alto, senza un processo partecipativo e senza che gli Enti Locali vengano dotati di personale e risorse adeguate per garantire la sicurezza 2 e la salute dei cittadini.

È il caso dell’ultimo Dpcm, quello che contiene le direttive sulla chiusura anticipata di bar e ristoranti, lo stop alle attività sportive, cinema e teatri. Norme dirompenti, che per milioni di lavoratori e imprenditori significano fallimento, povertà e disagio sociale. Norme che andavano concertate con i territori e che, soprattutto, andavano anticipate da provvedimenti di sostegno reale all’economia del Paese. In questi mesi invece si è preferito investire sui monopattini, sul reddito di cittadinanza o sui famigerati mono banchi che con la didattica a distanza rimarranno chiusi nei magazzini delle nostre scuole. Abbiamo avuto mesi per preparare il sistema Italia alla seconda ondata, ma si è perso tempo lasciando ai cittadini il compito di autoregolamentarsi senza indicazioni e sostegno alcuno.

Per questi motivi i sottoscritti firmatari Le chiedono di prendere provvedimenti concreti a sostegno dell’economia del Paese, garantendo allo stesso tempo agli Enti Locali le risorse e il personale adeguato per affrontare l’emergenza nazionale. Questa Pandemia, come ha più volte ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si può sconfiggere solo se lo Stato in tutte le sue diramazioni agisce nella stessa direzione, con l’intento di perseguire il bene dei suoi cittadini, in questo caso la salute e la sicurezza delle nostre comunità».

La lettera è firmata anche da 43 sindaci del salernitano, quelli di Bellizzi, Buonabitacolo, Campora, San Cipriano Picentino, Salvitelle, Cicerale, Omignano, Lustra, Castelcivita, Morigerati, Torraca, Caselle in Pittari, Campagna, Futani, Laurito, Alfano, Baronissi, Celle di Bulgheria, Corleto Monforte, Fisciano, Pellezzano, Agropoli, San Mauro Cilento, Giffoni Sei Casali, San Valentino Torio, Contursi Terme, Mercato San Severino, Montecorvino Rovella, Santomenna, Bracigliano, Olevano sul Tusciano, Centola, Pontecagnano Faiano, San Gregorio Magno, Rutino, Colliano, Siano, Giffoni Valle Piana, Cava de Tirreni, Albanella, Battipaglia, Casaletto Spartano, Montecorice. 

 

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