Cori contro Salerno e la Salernitana, bufera sul sindaco di Avellino. Le reazioni

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Sta suscitando molte polemiche il video che riprende il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che nella tarda serata di sabato è stato protagonista, con alcune centinaia di giovani che affollavano l’isola pedonale in pieno centro cittadino, di un vero e proprio assembramento.

Le immagini hanno provocato la richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni in consiglio comunale. Il sindaco dapprima avrebbe cercato di far rispettare il distanziamento, poi si sarebbe unito anche ai cori intonati dai giovani contro Salerno ed i tifosi della Salernitana.

In un post su Fb, Festa rivendica il suo operato: “C’è chi i giovani li demonizza senza ottenere risultati. Con loro sono a mio agio. Per questo ho deciso di fare un sopralluogo per assicurarmi che la ripresa della movida avvenisse nel pieno rispetto delle regole. Mi sono trattenuto con loro con fare scherzoso e goliardico”, così ha scritto il primo cittadino di Avellino.

 

Duro il commento del sindaco di Salerno, Enzo Napoli, per il caso del suo collega di Avellino che ha intonato cori insieme ad un folto gruppo di giovani contro la città di Salerno ed il popolo salernitano. “Stento a credere che il Sindaco di Avellino  possa esporre a pericoli così gravi i suoi concittadini. Stento a credere – dice ancora Napoli – che inciti all’odio territoriale due popolazioni amiche. Stento a credere che, smaltiti gli effetti della notte brava, non abbia ancora chiesto scusa e rassegnato le dimissioni”.  Il sindaco di Salerno poi ricorda che le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina ed onore come recita l’articolo 54 della Costituzione Italiana. 

“Scene pietose, misere, insopportabili”, così il sindaco di Pontecagnano Giuseppe Lanzara. “Questo sindaco – scrive Lanzara – canta come un capo ultras, disprezzando le regole che lui non solo dovrebbe rispettare ma è tenuto a far rispettare alla sua comunità. Lo fa in piena emergenza sanitaria, proprio mentre l’Italia intera cerca la strada per lasciarsi alle spalle una pandemia mondiale, nel timore di una seconda devastante ondata di contagi”. “Un sindaco – prosegue Giuseppe Lanzara – avrebbe il dovere morale di dare l’esempio, dovrebbe indicare la strada, dovrebbe rappresentare lo Stato, un sindaco è un sindaco, non un capo ultras”. Il sindaco di Pontecagnano si augura che arrivi una lezione esemplare dal governo nazionale e regionale, altrimenti valuterà l’ipotesi di firmare un’ordinanza che limiti la mobilità verso Avellino.

 

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