Con Angelo Di Marino, una riflessione sulle aree interne che muoiono giorno dopo giorno

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Con il nostro editorialista Angelo Di Marino, oggi una riflessione sulle aree interne che muoiono giorno dopo giorno.

Potrebbe essere una fotografia in bianco e nero; oppure soltanto una lastra in negativo di un ritratto di fine secolo scorso. Non è ironia, questa. E’ semplicemente la constatazione di come il tempo e la storia ripropongono costantemente corsi e ricorsi storici. Il tema è quello delle migrazioni, anche dal nostro Paese verso altre mete; verso la speranza di un futuro migliore. Era così alla fine dell’800 e gli inizi del secolo scorso. E’ praticamente così anche in questo tempo, di cui gli storici, tra qualche decennio, faranno fatica a tracciare il profilo. Ma andiamo ai numeri.

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La popolazione residente in Campania, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2022, ammonta a 5.609.536 residenti, in calo rispetto al 2021 (-14.884 individui; -0,3%); poco più della metà della popolazione vive nella città metropolitana di Napoli (53,1%). Si consolida la diminuzione rispetto al 2021, frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio. In realtà in Campania, a differenza del resto del Paese, i nati sono lievemente aumentati (44.469, +1.066 rispetto al 2021). Però anche il tasso di mortalità è cresciuto dal 10,8 per mille del 2021 al 10,9 per mille del 2022. Le donne sono il 51,2% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 131mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile. L’età media si è leggermente innalzata rispetto al 2021 da 43,6 a 43,9 anni. Le province di Napoli e di Caserta sono le più giovani (43,1 anni), Benevento ed Avellino quelle più anziane (rispettivamente 46,6 e 46,3 anni). Gli stranieri censiti sono 251.996 (+12.006 rispetto al 2021), il 4,5% della popolazione regionale.  Provengono da 170 Paesi, prevalentemente da Ucraina (16,4%), Romania (13,4%) e Marocco (9,5%). Infine, poco più di un quinto della popolazione (20,8%) vive nei tre comuni con oltre 100.000 abitanti (Napoli, Salerno e Giugliano in Campania) e i comuni della montagna interna subiscono il maggior decremento di popolazione e presentano una struttura per età più vecchia.

Tutto già noto, si potrebbe aggiungere. Non proprio. Risulta chiaro infatti che un esodo inarrestabile sta sottraendo alla provincia di Salerno il futuro. Infatti, la fascia di età compresa tra i 19 e i 34 anni, con destinazione nelle città europee, è la componente di giovani salernitani che stanno abbandonando le loro terre d’origine.  I numeri non mentono. Tra il 2022 e il 2023, ben 3.514 giovani hanno fatto le valigie. Nel solo 2022, 1.838 giovani hanno lasciato la provincia di Salerno, seguiti da altri 1.676 nel 2023. Il dramma nel dramma è che sempre meno di questi giovani decidono di fare ritorno, determinando una perdita complessiva che rappresenta una significativa carenza di risorse umane per la nostra provincia. Ed ecco i ricorsi storici, come agli inizi del secolo scorso, un flusso costante di emigrazione di giovani, all’epoca verso il nuovo mondo, oggi soprattutto nel nord Europa, si trasferiscono senza guardarsi indietro. Le pesanti ricadute sul tessuto sociale ed economico delle comunità locali è sotto gli occhi di tutti, se solo avessimo la bontà però di visitarli i piccoli borghi delle nostre aree interne che muoiono giorno dopo giorno.

Lo dimostrano, ad esempio, il numero di abitazioni disabitate. Sono ben oltre le 200mila nel salernitano. (201994). Nei 158 Comuni che compongono la provincia di Salerno si scopre che il 43,7% delle case presenti sul territorio è disabitata. Come se non bastasse, il tempo che verrà sarà ancora peggio. Per la Provincia di Salerno infatti, studi di previsione prevedono un calo della popolazione 0-4 anni entro il 2030 stimato nell’ordine del -9,43% Eccola quindi la fotografia in bianco e nero o forse, è meglio dire, una lastra in negativo di un ritratto di fine secolo scorso. Non è ironia, questa. Su tutto questo abbiamo chiesto l’opinione di Angelo Di Marino
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Di Marino su spopolamento
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.

 
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