Compleanno 131 per la pizza, il piatto italiano più amato al mondo.

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La pizza, uno dei piatti più amati al mondo, oggi compie i suoi “primi” 131 anni. 

Secondo l’antichissima ricetta, gli ingredienti di base non si possono assolutamente sbagliare: farina, lievito, pomodoro San Marzano, mozzarella (meglio se di bufala o il fior di latte di Tramonti), basilico fresco e olio EVO. 

 

Risale proprio al giugno del 1889 risale la lettera inviata dal capo dei servizi di tavola della Real Casa Camillo Galli che convocava il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi di Napoli al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze. Da allora, e senza contare la grande tradizione dei pizzaioli di Tramonti nel mondo, la pizza patrimonio Unesco ha fatturato numeri da record.

In verità, quella che oggi è chiamata pizza Margherita (di cui festeggiamo il compleanno) era già stata preparata prima della dedica alla Regina d’Italia. Nel 1866 Francesco De Bourcard descrive, in un testo dedicato ai costumi napoletani, i principali tipi di pizza, quelli che oggi noi chiamiamo “pizza marinara”, “pizza margherita” e “calzone” senza contare l’antichissima storia dei pizzaioli di Tramonti, ben più antica e legata alla produzione del pane nei forni domestici e rurali.

I numeri parlano chiaro. Nonostante le origine tutte italiane, sono gli americani i maggiori consumatori di pizza, con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all’anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci che, con 3,3 chili di pizza pro capite annui, chiudono la classifica.

Quest’anno però si tratta di un compleanno sotto tono a causa del forte calo nelle vendite a causa della pandemia. 

La chiusura forzata, come sostiene Coldiretti, ha messo a rischio la sopravvivenza delle pizzerie. Ad oggi sono 63mila quelle a rischio chiusura e circa 200mila persone rischiano di restare senza lavoro

 

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