Il monopolio delle piazze di spaccio, con centinaia di chili di droga movimentati, ma anche estorsioni, pestaggi e minacce, furti e riciclaggio di auto; il tutto con un ruolo centrale svolto dalla donne del clan, pronte a sostituire gli uomini finiti in carcere.
Sono le accuse contenute nell’indagine della procura di Salerno che ieri all’alba ha portato Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza a eseguire 88 misure cautelari nei confronti di persone ritenute appartenenti o legate al clan Fezza-De Vivo di Pagani. Coinvolti anche tre minorenni. Degli 88 destinatari della misura, 79 sono stati portati in carcere mentre per altri 9 sono scattati gli arresti domiciliari.
L’inchiesta nasce dalle indagini che nel 2023 hanno portato all’arresto di Vincenzo Confessore. Sono stati individuati anche i responsabili di un tentato omicidio di uno spacciatore che non si era voluto piegare ai diktat dell’organizzazione.
Su alcuni aspetti della maxi inchiesta ci siamo soffermati questa mattina con la collega del Mattino di Salerno, Carmen Incisivo. Nello specifico raccontiamo il ruolo dei minorenni coinvolti.
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