Città blindata per la commemorazione di Carlo Falvella ucciso 54 anni fa a Salerno. La riflessione con Andrea Pellegrino

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Città blindata ieri pomeriggio a Salerno in occasione della commemorazione di Carlo Falvella, il 19enne, vicepresidente del Fronte universitario d’azione nazionale, ucciso da un anarchico il 7 luglio del 1972. Le forze dell’ordine sono state schierate in assetto antisommossa già nei pressi del Palazzo di Città dove si sono sono svolte delle proteste organizzate dai manifestanti antifascisti, con l’Anpi in testa, che hanno urlato “fuori i fascisti da Salerno”, nel corso della presentazione del volume “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella”, curato da Tony Fabrizio e pubblicato da una casa editrice considerata vicina a CasaPound.

I manifestanti hanno intonato anche cori contro il sindaco De Luca, accusato di essere “complice di CasaPound”. Il presidio dell’Anpi si è poi spostato sul Lungomare quando la commemorazione si è spostata in via Velia per la deposizione di una corona al monumento intitolato a Carlo Falvella. In serata la fiaccolata e poi dei militanti di CasaPound si sono schierati in silenzio concluso con il saluto romano. Abbiamo commentato quanto accaduto ieri a Salerno con il collega Andrea Pellegrino, direttore del quotidiano L’Ora della Sera.

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Andrea Pellegrino su commemorazione Falvella
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