Chiusura di cinema e teatri, appello al governo dalle Città d’arte d’Italia. L’intervista all’assessore Willburger

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Le chiese restano un luogo sicuro, il teatro ed il cinema no. Ed allora perchè non organizzare uno spettacolo teatrale, un concerto o la proiezione di un film in una chiesa?

E’ questa la provocazione che arriva alle nuove misure previste dal nuovo Dpcm anti-Covid che dispone la chiusura di cinema e teatri, ma lascia aperte le chiese.

 

Di fatto la chiesa sin dal 500 è sempre stato luogo di cultura, luogo di musica, di sonate, di cappelle strumentali ecclesiastiche e vocali, luogo che oggi ancor più ripropone la sua centralità. A richiamare questa possibilità anche oggi sono gli operatori della cultura, i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo pronti a scendere in piazza venerdì 30 ottobre per manifestare la sofferenza di un settore che sia con il primo che con il secondo ha dovuto osservare il lockdow: un settore fortemente danneggiato, che seppur ha adottato misure serie e rigorose per contrastare la diffusione del Coronavirus, ha dovuto calare il sipario.

Ed intanto un appello al governo affinché si possano riprendere le attività culturali è stato sottoscritto ieri dalle città d’arte di tutta Italia di cui fa parte anche la città di Salerno.

Lo ha annunciato ai nostri microfoni l’assessore alla cultura del Comune di Salerno Tonia Willburger
Tonia Willburger

 

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