
Chiude il Punto nascite dell’ospedale di Sapri. Il territorio si ribella, o forse no.
La giunta regionale della Campania, con la Deliberazione n. 418 del 23 giugno 2025, ha ufficializzato la chiusura dei punti nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. La decisione è stata assunta nell’ambito del processo di riordino ed efficientamento della rete regionale per l’assistenza materno-neonatale, in attuazione delle prescrizioni del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia, e come parte integrante del percorso per l’uscita dal Piano di Rientro sanitario.
I tre punti nascita, secondo quanto rilevato dai dati SDO (Scheda Dimissione Ospedaliera) del 2024, non hanno raggiunto il minimo di 500 parti/anno per tre anni consecutivi. In particolare: a Piedimonte Matese si sono registrati 162 parti nel 2024; a Sessa Aurunca, 176 parti nel 2024 e all’ospedale “Immacolata” di Sapri 188 parti nel 2024. Oltre al numero di nascite, la decisione è stata adottata anche “ anche alla luce dell’assenza di condizioni oro-geografiche di disagio che avrebbero potuto giustificare una deroga”. La Regione Campania ha dato mandato alle Asl di Salerno e Caserta di completare entro il 30 giugno 2025 il percorso di cessazione dell’attività dei tre punti nascita. Ennesimo scippo ad un territorio mortificato ed abbandonato. Il punto lo abbiamo fatto con Antonio Pisani, portavoce del Comitato di Lotta Ospedale di Sapri.
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