Cetara, cadono le accuse di violenza sessuale per un uomo e suo figlio

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A Cetara finisce l’incubo per un uomo e suo figlio, accusati di violenza sessuale nel 2010 nei confronti di una tredicenne, figlia e sorella dei due, e rinchiusi in carcere per 248 giorni.

Per la Cassazione, come riporta il Mattino, le accuse furono il frutto di un errore giudiziario, pertanto i due hanno il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione, come stabilito dalla Corte d’Appello e poi confermato dalla Suprema Corte.

I fatti risalgono a nove anni fa, quando la 13enne denunciò di essere stata palpeggiata da un adulto amico di famiglia. Padre e fratello non le credettero, mentre la madre, forse per pudore, preferì lasciare cadere la cosa, ma la situazione alimentò una serie di dubbi che portarono al processo.

Ora, dunque, la fine dell’incubo, anche se della ragazza, oggi maggiorenne, che in quel 2010 fu tolta alla famiglia e affidata ad una struttura di accoglienza, si sono perse le tracce.

 

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