Cava de’ Tirreni, sciopero della fame per i genitori di Arianna Manzo

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Dopo un appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, hanno annunciato lo sciopero della fame i coniugi Eugenio Manzo e Matilde Memoli, di Cava de’ Tirreni, genitori di Arianna Manzo che, quasi 15 anni fa, quando aveva appena tre mesi, fu vittima – secondo i giudici di primo grado – di un grave caso di malasanità che l’ha resa tetraplegica, sorda ed ipovedente.

Nel 2005, al Cardarelli di Napoli, alla neonata venne infatti somministrato, oltre il dovuto, un farmaco anestetico che provocò un grave danno al sistema nervoso centrale.

 

Il Cardarelli è stato condannato in primo grado a risarcire i coniugi Manzo con tre milioni di euro.

La sentenza è giunta dopo ben otto anni di processo. Il processo è iniziato infatti nel 2011 ed è terminato nel novembre 2019. Il Cardarelli però ha proposto appello e dunque non ha ancora pagato il risarcimento alla famiglia Manzo.

Da qui la decisione dei genitori di Arianna di fare lo iniziare lo sciopero della fame presa per sollecitare una decisione della Corte di Appello di Salerno.

 

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