Cava de’ Tirreni, movida pronta a ricorrere al Tar contro chiusura anticipata. L’intervista a Lambiase

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Pronti a ricorrere al TAR e impugnare l’ultima ordinanza con la quale il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto la chiusura obbligata delle attività entro le 23 con conseguente coprifuoco per gli avventori.

E’ una delle possibilità considerate dagli esercenti della movida a Cava de’ Tirreni alla luce della nuova ordinanza, come ci anticipa Gaetano Lambiase, gestore di un noto locale della movida cavese. Lo ha intervistato per Radio Alfa, Imma Tropiano..

 

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Gaetano Lambiase contro Coprifuoco

Di taglio diverso, invece, sembra essere l’approccio del presidente di Confesercenti Cava de’ Tirreni, Aldo Trezza che, alla strada di un ricorso al TAR, preferisce continuare su quella del confronto con l’Amministrazione comunale: “Mettere in discussione in questo momento le ordinanze è un errore – ha detto Trezza –. Non possiamo impugnare l’ultimo provvedimento di De Luca, perderemmo comunque. Dobbiamo agire concretamente senza fare polemiche inutili: il Comune ci deve aiutare. Si potrebbe immaginare, in prima istanza, di abolire la rata Tari e aspettare le misure di sussidio del Governo. Serve una riduzione delle tasse almeno del 50% e, soprattutto, l’elargizione delle misure di sostegno deve essere ponderata. Inutile dare bonus di 600 euro in maniera indistinta”.

 

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