CASSAZIONE – Giusto il carcere per la donna che rapì il neonato a Nocera

La Cassazione ha confermato l’ordinanza, emessa nel luglio scorso, di custodia in carcere per Annarita Buonocore, l’infermiera che nel giugno scorso rapì dall’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore un bambino appena nato. Secondo la Cassazione “la gravità del fatto commesso e la personalità deviante della donna, rendevano concreto il pericolo di recidiva e imponevano l’applicazione della più rigorosa misura cautelare". L’11 gennaio scorso Annalisa Buonocore è stata condannata a 6 anni di carcere dal Gup di Napoli con rito abbreviato. L’infermiera il 7 giugno scorso "vestita in modo da apparire infermiera" era entrata nel reparto di ostetricia dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore e aveva preso dalla culla il figlio appena nato di Annalisa Fortunato. La polizia nella stessa serata, poco dopo la mezzanotte era riuscita ad individuare l’autrice del sequestro, una donna che aveva appena avuto un aborto spontaneo e che aveva rapito il bambino per non far capire al compagno che avevano perso il loro figlio. Il Gip di Nocera e il tribunale di Salerno avevano disposto la custodia cautelare in carcere. La difesa della Buonocore aveva fatto ricorso in cassazione sostenendo eccessiva la custodia in carcere perché la Buonocore secondo la difesa doveva essere perseguita non per sequestro di persona ma per il reato di minore gravità di sottrazione di incapace. La Quinta sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso ritenendo invece addebitabile alla Buonocore il reato di sequestro di persona.

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