Cassazione, è omicidio colposo la morte del feto durante il travaglio

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Esaminando un caso di malasanità avvenuto nella sala parto di una clinica di Salerno, la Corte di Cassazione ha deciso di ampliare la tutela dei bimbi che stanno per venire al mondo e ha stabilito che il feto, nel momento in cui transita nel canale uterino, nello sforzo di arrivare alla luce, deve essere considerato non più un feto ma un “uomo”.

Con la conseguenza che il personale sanitario che assiste le donne in travaglio, se commette errori fatali per negligenza, imperizia o disattenzione, verrà condannato per omicidio colposo e non per aborto colposo, reato meno grave. Lo ha deciso la Suprema Corte secondo cui l’ostetrica negligente che provoca la morte del feto per non aver correttamente monitorato il battito cardiaco risponde di omicidio colposo e non di aborto colposo. E non può nemmeno invocare la responsabilità del ginecologo e quella del medico anestesista perchè il monitoraggio del battito è un suo specifico compito.

Sulla base di queste considerazioni che tengono conto dell’evoluzione “normativa e giurisprudenziale italiana e internazionale”, nel campo dei diritti della persona, la Quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo a 1 anno e 9 mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di una ostetrica. Si tratta di una donna di 44 anni, per non aver adeguatamente monitorato il battito cardiaco di un feto mentre la madre era in travaglio e le era stata somministrata l’ossitocina per aumentare le contrazioni. L’ostetrica continuava a rassicurare il ginecologo di turno della Clinica di Salerno che tutto procedeva regolarmente. Invece il bimbo fu estratto dall’utero già morto, per asfissia, e i periti stabilirono che la congestione degli organi e lo stato di sofferenza fetale “non si era determinata in pochi minuti” ma in almeno mezz’ora.

Il verdetto dei supremi giudici conferma la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Salerno il 6 marzo 2018, conforme a quella pronunciata dal Tribunale di Salerno il 16 luglio 2015.

 

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