Caso Vassallo, archiviazione. Lo sfogo del figlio del sindaco ucciso

Si avvicina sempre di più la scadenza dei termini per le indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo avvenuto il 5 settembre del 2010. Gli inquirenti non hanno alcun elemento probatorio per inchiodare la persona (o le persone) che ha premuto il grilletto per ben nove volte contro il sindaco pescatore con la chiara intenzione di ucciderlo. Questo significa che il caso sarà archiviato e il nome del killer, probabilmente non si conoscerà mai. Il figlio di Angelo Vassallo, Antonio, con un lungo post su fb ha dato sfogo alla sua rabbia. 

Questo il testo 

Quante volte ho pensato a come raccontare a mio figlio la storia del nonno che non ha mai conosciuto, ma poi mi sono preoccupato del mancato senso di giustizia che gli avrebbe offerto e ho rimandato sperando a un lieto fine migliore e meno triste, anche perché ho sempre confidato che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e sperato che potesse dare un significato migliore e un segno di speranza di vivere in una realtà dove la delinquenza prima o poi paga. 
Certo che con grande orgoglio potrò raccontargli che persona buona e straordinaria era, le cose belle che ha fatto, che non aveva paura di affrontare i cattivi anche difronte ad un arma rischiando di perdere la vita ma andando comunque avanti con i suoi valori e come è stato bello essere suo figlio. 
Gli racconterò per quale motivo non l’ha mai conosciuto e gli dirò che dei cattivi l’hanno ucciso e quando mi chiederà se sono stati presi gli dovrò dire che ancora sono a piede libero.
Certo, è una storia che avrà poco di bello da insegnargli e per il momento mi fermerò qui per non dirgli quello che penso veramente anche perché vorrei che lui crescesse con un senso di positività e pensasse che la vita è bella proprio come nel film dove il papà racconta una bugia al figlio pur di non farlo spaventare agli orrori dell’olocausto e gli dirò che nella vita il male perderà sempre non come succede nella realtà.

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