Capaccio, lavori al cimitero. Ai domiciliari l’ex vice sindaco. 9 indagati

L’ex vice sindaco di Capaccio Paestum, Nicola Ragni è stato raggiunto questa mattina da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità. Con la stessa accusa è stato raggiunto da un obbligo di dimora nel comune, Rodolfo Sabelli, dirigente del comune di Capaccio, gravemente indiziato di abuso d’ufficio.

Le indagini hanno acceso i riflettori sui lavori di ampliamento del cimitero comunale a fine 2014. L’intervento era stato assegnato all’ATI composta da Navab costruzioni, Tekno Eco e Ktesis srl ma poi le tre società formarono un’unica società denominata “Le Ceneri Paestum”.

Le indagini hanno consentito di verificare che la Navab era destinataria di una interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Caserta nel 2013 e che la Ktesis aveva subito il sequestro delle quote per un’accusa di turbativa d’asta. Gli investigatori scoprirono anche che uno degli imprenditori coinvolti, Giacomo Caterino, era parente di Antonio Iovine, boss dei Casalesi. Nonostante tutti questi elementi, Sabelli aveva evitato di chiedere la documentazione antimafia e che anzi aveva agevolato il passaggio dalla Ati alla nuova società.

Sulla base di queste agevolazioni, l’imprenditore avrebbe subito nel corso di un incontro in uno stabilimento balneare del posto, da parte dell’allora vice sindaco e da due consiglieri di maggioranza, Roberto Ciuccio e Leopoldo Marrandino, una richiesta del pagamento di una tangente di 2500 euro per ogni cappella costruita nel nuovo cimitero. Sono 9 gli indagati. Fondamentale per l’esito dell’indagine, il coordinamento tra le procure di Salerno e Caserta

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