Campania “zona rossa”, ecco cosa cambia. Le restrizioni

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La Campania è diventata zona rossa. Dopo richieste, polemiche, rimandi e proteste, il Governo ha firmato l’ordinanza che da domenica 15 novembre farà scattare l’aggravamento delle misure di restrizione.

Del resto, negli ultimi giorni, gli allarmi si erano moltiplicati: ospedali pieni, pazienti in fila, medici al tracollo.

 

Il governatore De Luca anche ieri ha ribadito che lui, la Campania, voleva chiuderla “ad ottobre” e che il Governo ha invece scelto di “prendere provvedimenti sminuzzati”. Una scelta, “quella di perdere tempo”, anche ieri, duramente criticata :”il Governo crea caos, vada a casa”, ha detto De Luca. 

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, invece si rivolge al Governo e al premier Conte chiedendo “ristori economici immediati perchè la città non può pagare sulla propria pelle una zona rossa che, se ci fosse stato sul piano sanitario un lavoro diverso nei mesi successivi al lockdown, poteva essere evitata”.

Non si placano le polemiche ma nemmeno gli allarmi: Federfarma Campania fa presente che alle loro farmacie arrivano continue richieste di ossigeno; persone comprensibilmente disperate ed impaurite alle quali, purtroppo, i farmacisti sono costretti a rispondere quasi sempre negativamente. A poco è valso l’appello di riconsegnare le bombole in farmacia: ormai la domanda è di gran lunga superiore all’offerta.

E’ anche scattato ieri l’obbligo di prescrizione medica per sottoporsi al tampone anche nei laboratori privati. Una decisione che non è piaciuta affatto a Gennaro Lamberti, presidente campano di Federlab secondo il quale “se pongo dei paletti di natura burocratica alla possibilità di fare tamponi, faccio abbassare il numero dei positivi”. “I medici di medicina generale sono già oberati di lavoro, passeranno giorni e alla fine il sospetto positivo asintomatico deciderà di non fare il tampone, è una limitazione inutile alla libertà personale”, sostiene il presidente di Federlab.

Con la zona rossa che da domenica riguarderà anche la Campania scatta il divieto di spostamento in entrata e in uscita dal territorio comunale, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

E’ vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

Devono chiudere bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze.

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

 

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