CAMPANIA – Socio-Sanità, crisi reale e soluzioni lontane

Il Coordinamento delle Associazioni di Categoria del Comparto Socio-Sanitario campano vista la crisi del settore, ha proclamato lo stato di crisi del comparto. Dal 1° novembre le strutture che erogano i servizi socio-sanitari in regime residenziale e semi residenziale in favore di circa 3000 assistiti saranno costrette, loro malgrado, a sospendere le attività per mancanza di risorse e contestualmente ad avviare le procedure di licenziamento di 2350 lavoratori impegnati nel comparto. La decisione arriva dopo l’esito dell’incontro che si è svolto ieri tra il Coordinamento delle Associazioni di Categoria del Comparto Socio-Sanitario campano e il sub Commissario regionale alla Sanità Mario Morlacco in ordine alle criticità generate dalla procedura applicativa della compartecipazione alla spesa socio-sanitaria.
Le Associazioni hanno rappresentato al Sub Commissario che, a 11 mesi dalla pubblicazione del decreto, i comuni e gli ambiti territoriali non sono in grado di far fronte al debito di oltre 15 milioni di euro maturato, da maggio a settembre, nei confronti delle strutture che erogano servizi alle persone con gravi disabilità.
Vista la gravità della crisi, Morlacco si è impegnato a chiedere alle ASL il rispetto dei tempi di pagamento della quota sanitaria, che al momento viene erogata anche con un ritardo di oltre cinque mesi, e a rappresentare al Governatore la situazione attuale con le possibili gravi conseguenze e l’impossibilità di assicurare alle persone con disabilità e agli anziani non autosufficienti la continuità assistenziale e la conservazione degli attuali livelli occupazionali. Per il Coordinatore regionale Anffas e portavoce del Coordinamento, Salvatore Parisi, le proposte del Sub Commissario sono solo un pannicello caldo rispetto alla gravità della situazione attuale.

Lascia un Commento