Campania – Secondo il Centro Studi Ance, i consumi calano meno

I consumi in Campania nel 2013 si riducono meno che nelle altre regioni dell’Obiettivo Convergenza.  "E’ il segnale, spiegano gli analisti del Centro Studi Ance Salerno, che la contrazione del reddito disponibile pro capite (il più basso rispetto a Calabria, Puglia e Sicilia) ha già raggiunto negli ultimi tre anni un picco negativo difficilmente sostenibile".
Sulla base di dati Findomestic (contenuti in uno studio pubblicato il 27 novembre scorso) il reddito disponibile pro capite in Campania risulta in calo del 2,8% nel 2012 rispetto al 2011 e di un ulteriore 0,8% nel 2013. Nel confronto 2013/2012 il reddito disponibile si è contratto in Puglia del 2,2%; in Calabria dell’1,4% e in Sicilia dello 0,9%.
Questo trend si riflette in Campania nella contrazione nel 2013 per le spese durevoli nell’ordine del -5,6%; per elettrodomestici grandi e piccoli del -2,2%; per l’elettronica di consumo del -19,7%; per i mobili del -6,4%. Unica controtendenza: l’information technology per famiglie, che registra un +7,3%, attribuibile ad una maggiore concentrazione di budget in questo segmento
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La Campania, infatti, tra il 2011 ed il 2012 aveva registrato un decremento in questo comparto di gran lunga superiore rispetto a quello emerso nelle altre tre regioni.
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Se non ripartono gli investimenti, è il commento del presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi, non cresce il reddito disponibile pro capite. È necessario quindi un piano di sostegno al credito per le famiglie. È chiaro che siamo in presenza di una riduzione dei budget familiari che prosegue da diversi anni: in queste condizioni risulta difficile procedere ad ulteriori tagli della spesa. L’indicatore che maggiormente suscita preoccupazione è l’appiattimento verso il basso delle dinamiche dei consumi in considerazione di una contrazione prolungata di produzione di ricchezza. In altri termini, aggiunge ancora il presidente dei costruttori salernitani, è la situazione di crisi generale che provoca una serie di reazioni concatenate in tutto il Mezzogiorno, che spinge le famiglie a rivedere per necessità la propensione al consumo. Gli effetti di un reddito molto compresso si manifestano sugli acquisti e sul tenore di vita che scende di anno in anno, come emerge anche da altre importanti analisi. Occorre fare ripartire al più presto gli investimenti in settori strategici come il manifatturiero e le costruzioni, per generare una nuova ricaduta positiva sui redditi. Altre soluzionii  strutturali non se ne ravvisano in giro. In questo contesto favorire una ripresa del credito alle famiglie è fondamentale. Ma a quanto, conclude il presidente Lombardi, pare, anche da questo punto di vista, i segnali continuano a non essere affatto positivi".

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