CAMPANIA – Sanità, il Consiglio di Stato annulla due atti della Regione.

Il Consiglio di Stato, lunedì 11 febbraio sconfessando l’operato della Regione Campania, del Commissario ad Acta e il parere espresso dal TAR , ha accolto i ricorsi presentati dalle Associazioni di Categoria e dai gestori delle residenze sanitarie assistite contro la delibera regionale 224/2009 e il decreto commissariale n. 6 del febbraio 2010.

Il Consiglio di Stato, nel dispositivo della sentenza, stigmatizza il modus operandi della Regione Campania sottolineando l’illogicità e la palese contraddittorietà degli atti prodotti.

Una vittoria delle Associazioni che vede i protagonisti più determinati e consapevoli operare nella nostra provincia come Salvatore Parisi, coordinatore regionale dell’Anffas, Antonio Gambardella, coordinatore regionale dell’ASPAT e Cosimo De Vita presidente del FOAI.

Il presidente Parisi, raggiunto da una nostra telefonata ha dichiarato: “La nostra soddisfazione è mitigata da una sentenza che purtroppo sottolinea quanto poca attenzione venga prestata alle conoscenze e alle ragioni di chi concretamente opera nel territorio e ne conosce i reali bisogni. Senza entrare nel tecnicismo nessun cittadino campano può andare fiero di una sentenza che sottolinea come la Regione possa ignori che una drastica remunerazione delle prestazioni a mezzo di una inattendibile determinazione dei costi delle stesse non ricada sulla qualità delle prestazioni e sull’efficienza complessiva del servizio sanitario. Ci auguriamo seppur con grande scetticismo che finalmente la Regione e il Commissario ad Acta diano avvio a quelle promesse di dialogo e di confronto da cui possa scaturire una programmazione dei servizi agli anziani, alle persone con disabilità e ai malati cronici e rari più efficiente e realisticamente sostenibile. La crisi della sanità campana è anche frutto di una pianificazione che ancora privilegia l’ospedalizzazione rispetto al territorio. La crisi delle strutture socio-sanitarie e in particolare l’annunciata chiusura di Villa Caruso è la prova provata che il sistema sanitario regionale debba uscire dal commissariamento chiedendo alla politica di assumersi le proprie responsabilità programmatiche e decisionali”

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