CAMPANIA – Sanità, Caldoro a Roma per evitare il blocco degli stipendi Asl

Stipendi del personale delle Asl e Aziende ospedaliere campane a rischio blocco. Sono circa 14mila i dipendenti interessati e ieri dopo la denuncia del rischio di rottura sociale e di disordini, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro si è recato a Roma per risolvere il nodo della pignorabilità dei beni delle aziende sanitarie locali, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che, la scorsa settimana, ha dichiarato illegittima una legge dello Stato contro il pignoramento dei beni della Sanità da parte dei creditori. La sentenza della Consulta potrebbe vanificare il percorso di riordino dei conti della sanità, avviato dal governatore Caldoro, che è in costante contatto con i sindacati, dal suo insediamento in Regione.

Il deficit sanitario della Campania è passato dai 773 milioni del 2009 ai 119 milioni dello scorso anno, arrivando al pareggio di bilancio nel 2013, come annunciato nelle settimane scorse nel corso di un convegno che si è tenuto a Napoli, con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ma la situazione potrebbe tornare a complicarsi a causa della sentenza che, di fatto, autorizza i creditori a battere cassa, generando anche nuovo contenzioso. Dalle Asl, che si sono viste la cassa bloccata, insieme con il governatore campano, che in questi giorni ha sempre parlato di legittimità delle decisione della Corte, è arrivata la fermezza di ribadire che le risorse destinate agli stipendi dei dipendenti non possono essere pignorate, così come previsto da un’altra legge dello stato. Per le emergenze, le Asl ricorreranno alle anticipazioni di cassa, ma da agosto il rischio di mancata corresponsione degli stipendi potrebbe diventare reale. A rischio anche l’assistenza sanitaria e il pericolo che non potranno essere mantenuti i pagamenti correnti né per la spesa farmaceutica né per i centri accreditati. Gli amministratori di Asl e aziende ospedaliere si trovano, cioè, nella situazione di non riuscire a completare i pagamenti perché se i conti correnti dovessero essere pignorati, si arriverebbe al blocco del sistema.

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