CAMPANIA – Rifiuti, favoriti interessi illeciti. La Commissione parlamentare approva la relazione

L’amministrazione pubblica in Campania, nel settore dei rifiuti, ha favorito "in larga parte interessi sostanzialmente illeciti" con la conseguenza di far funzionare "una macchina capace di produrre profitti, ma destinata a non risolvere i problemi". L’inquinamento ha generato "danni incalcolabili, che graveranno sulle generazioni future". Sono duri e preoccupanti i giudizi espressi nella relazione di 600 pagine sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti in Campania e approvata all’unanimità dalla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Gaetano Pecorella.

Nella relazione si parla di ministri senza "consapevolezza né lungimiranza nell’esame della situazione campana". Tra le province campane, l’unica nella quale "non si sono registrati fenomeni di illiceità significativi" è Avellino. La Commissione scrive di "catastrofe ambientale in atto", di "portata storica", che "sta sconvolgendo" Napoli e gran parte della Campania", "paragonabile soltanto ai fenomeni di diffusione della peste seicentesca" dove "gli untori devono identificarsi in numerosi soggetti che hanno operato nel settore".

Insomma, secondo la Commissione, i rifiuti in Campania hanno "inquinato non solo luoghi ma anche le persone", e hanno "una potenza corruttiva inarrestabile" la cui gravità è tale che non si può risolvere "con il tratto di penna della legge".

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