Campania – Meno aziende ma più superficie coltivata

Le aziende agricole e zootecniche in Campania attive sono diminuite di oltre il 41% del totale, ma allo stesso tempo la superficie media utilizzata è aumentata passando da 2 a 4 ettari. Sono alcuni dati che emergono dal Sesto Censimento generale dell’agricoltura realizzato dall’Istat e presentato oggi a Napoli. Il modello gestionale prevalente è l’azienda familiare, a conduzione diretta che si attesta al 97,2% sebbene nell’ultimo decennio ci sia stato un calo del 41%. La coltivazione più diffusa è quella dei cereali seguiti da foraggere, olivo, frutteti, vite, piante industriali, legumi, agrumi e coltivazioni tipiche regionali. Calano le aziende della zootecnia ad eccezione del comparto bufalino che registra un incremento sia di aziende allevatrici che di capi allevati. L’allevamento bovino, infatti, è l’attività zootecnica più diffusa ed è praticato da oltre 9mila aziende campane. In questo settore è Salerno la provincia a maggior vocazione zootecnica, mentre Caserta si contraddistingue per l’allevamento bufalino. Per quanto riguarda i titolari di azienda, oltre il 57% ha un’età compresa tra i 39 e i 65 anni, mentre i giovani con meno di 40 anni sono l’11,6%. Particolarmente radicata in Campania, la presenza femminile in agricoltura: il 37,7% dei capi azienda sono donne e Salerno è la provincia in cui le ‘quote rose’ primeggiano.

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